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Ora e qui

Io e questa erba siamo nati insieme, io e queste pietre impilate a forma di casa siamo nati insieme, io e certe mutazioni, io e certe canzoni, abbiamo spartito la stessa epoca. E i viaggi che ho fatto li ho fatti in posti intonati alla mia anima - quasi tutti - e ovunque mi sono incantato a guardare la bellezza, perché la bellezza e io abitavamo la medesima stagione, cosa che sa di miracolo. Non vorrei essere nato in un altro tempo, neanche potendolo scegliere; al massimo ci vorrei fare un salto ogni tanto, per un caffè con Italo Svevo, un viaggio in diligenza da Sacramento a Salt Lake city, una notte a Alessandretta assediata dagli arabi. Poi il rientro, in questi panni e in questi guai: tanto mi piacciono le smanie che mi procura la modernità che non potrei farne a meno. Eccomi - mi vedete? - perfettamente incasellato nel mio destino, nei miei anni, nella mia città, a respirare vento e ammoniaca eppure grato al caos perché ne posso parlare, all'ingiustizia perché se scrivo pos...

Così a volte io mi sogno

Sarei tentato di dirmi felice, a stare un giorno intero dentro un chiosco da giostrai. Uno di quei bussolotti che montano davanti agli autoscontro, chiuso dal di dentro, a far pagare i biglietti alla gente che pur in fila al freddo è allegra, perché porta i figli a divertirsi. Mi accorgerei felice perché starei al riparo dal mondo epperò allo stesso tempo sua parte, cisti benigna che ha scoperto come non far del male a nessuno e non riceverne. Fuori il tempo si muove, gli amanti passano svelti coi baveri alzati, le vedove incappottano i cani e gli danno nomi umani, tanto che chi ha lo stesso battesimo si volta, pensando che lo stanno a chiamare. Certi motori tagliano incuranti per la ztl, il mio amico Jalenti vende i dischi di Bublè, li confeziona nei pacchetti rossi, ha un consiglio saggio per tutti quelli che non sanno che regalare ai figli, a parte la giostra. Non lo meriterebbero, quel consiglio: chi non sa cosa regalare ai figli non dovrebbe farne. Di tanto in tanto passa un mi...

E poi?

Un altro libro, un'altra felicità, un viaggio a Inverary, una cena con delitto, una notte in alta quota dentro un albergo impiccato, un regalo da fare a Pietro ogni nuovo 21 febbraio, il fine settimana a Itieli numero trecento. Traguardi. Che hanno il pregio di essere miei, nel senso che sono pensati su misura per i gusti che ho, e le ambizioni. A volte li mischio insieme e sembrano un frappè, comincio una cosa e ne lascio via un'altra, e in bocca mi arriva il corpo tagliuzzato di una fragola, un sapore di cannella, una scaglia di rosmarino. È un sistema per sentirsi vivi, questa roba qua, e una manifestazione di ottimismo: gettare le fondamenta di una casa essendo ragionevolmente convinti di veder montare il tetto. E questo è il mio record del mondo, quanto a senso della vita: una miriade di piccole bellezze luminose, come le stelle notturne d'agosto. Finché non arriva qualcuno a sparigliare le carte - un'amica, un'ospite in radio, la negoziante di ...

La virtù del fumo

C'è una ricorrente circostanza che mi far venire voglia di fumare: il tramonto di un giorno in cui tutto è andato - miracolosamente - per il verso giusto. E dal momento che saranno cinque o sei in un anno le occasioni in cui il mondo gira a meraviglia, fumo di rado e un pacchetto di cigarillos mi dura una stagione, e ce n'è d'avanzo. Oggi è una di quelle, però: nientemeno, anche se non c'ho voglia di raccontare perché, e allora vamos. La prima tappa è la tabaccheria, per forza di cose. Che sia antica però, e abbia le pipe di radica poggiate su un bancale un po' altero, lontano dalle Marlboro, parentame plebeo. E che odori di caramella balsamica e trinciato sfuso, e che i legni dei mobili ne siano impregnati a volontà. Eccomi, sono arrivato, ce n'è rimasto solo uno di spacci così nei dintorni. Chiedo al tabaccaio - un signore coi baffi rossi e il gilet a rombi, che somiglia a Richard Dreyfuss - la marca meno pestilenziale e lui mi dà dei Mini Mehari's al...

Cinque su mille e quattro

C'è un lavatoio, tra Vasciano e il cucuzzolo di Itieli,  - definito audacemente fontanile sui cartelli stradali - al quale son salito ieri, di primo pomeriggio, a cercare pace e silenzio: hai visto mai fossero piovuti giù dallo speco francescano, che sta a picco proprio là sopra. Tirava una tramontana gelida da altri colli, ostinata a intrufolarsi tra le gole e a legare la gente contadina dentro alle case, a capare l'uvetta per il torcolo. A un certo punto ho alzato gli occhi sopra il dorso di una mucca e l'ho visto: il cielo in fiamme. Stava sospeso sopra la valle industriale, trattenendosi solo per i miei occhi, neanche fossi James Bond. Aspettava che lo guardassi, giuro, stava lì a fremere perché moriva dalla voglia di tramontare ma non prima che me ne fossi accorto, di quanto era magnifico. L'ho contemplato cinque minuti e alla fine è andato via, tutto contento. E a quel punto mi ha preso l'allegria - e mi prende di rado, credetemi, e perciò quando succede...

Capire il mondo

Proprio come un tempo strappavo le bustine delle figurine - e lo farei ancora, se non me ne vergognassi - e ne sortiva fuori lo scudetto di raso della Triestina che riempiva l'album, così oggi ho strappato il faldone che conserva i martedì, ho pescato il signor Ieri - 26 novembre  2019 - e mi sono accorto che era luminoso. Succede quando tutte le cose che devo fare si incastrano alla perfezione nel loro spazio, e quando gli imprevisti anziché appesantirmi - come una pizza crudiccia - mi alleggeriscono stomaco e cervello. Ma andiamo con ordine. La prima cosa che avevo in animo di fare, stamattina, era una puntata del mio programma radiofonico dedicata a Tony Shalhoub. Probabilmente il nome non vi dirà granché: è l'attore che fa Detective Monk , un tipo dalla faccia simpatica, che ha girato anche film importanti, tipo Final Portrait (su Alberto Giacometti) o roba più d'azione come Attacco al potere . Sempre in ruoli minori, beninteso, ed è un peccato: è di una bravura s...

Dall'altra parte

Una mattina le scale sono diciotto, la mattina dopo ventidue, la terza volta venti e la quarta di nuovo diciotto. Le stesse due rampe che salgo da una vita per andare in radio talora confondono la mia difettevole capacità di far di conto, tanto che per venirci a patti dovrei scenderle di nuovo e segnarle con la vernice rossa da uno a quante sono, ma verrebbe un altro numero ancora, c'è il caso, e allora lascio correre. Mi succede quando sono agitato, o ho dormito poco; e mi è capitato stamane che avevo dormito profondo - giuro, come va giù nella carne un bisturi - ma sognando che ero morto, e che arrivava dio e mi diceva Le cose stanno così: se non hai mai visto l'Australia e vuoi andarci, nessun problema; se vuoi salire i gradini di Teotihuacán fatti coraggio e prendi un bel respiro; se scegli l'Islanda e vuoi decollare - a sederti su un geyser che scoreggia - accomodati. O magari preferisci riassaggiare quel bacio che desti sotto la luna di Corinto, rivedere quella r...