Certe sere di maggio il vento leggeva i miei libri, sfogliava dispettoso le pagine, indugiava sui capoversi mentre io, innamorato, aspettavo che sotto il balcone passasse l'amore del mese. Io credo che in quelle sere si diventi immortali e che tutte le stagioni che seguono siano il tentativo di restaurare quello stupore, come si fa coi vecchi film. Mi sa che è lo stupore a mantenerci giovani, a riempirci d'allegria, a scortarci fieri e dissoluti dentro i ricordi, benedetti loro. Ieri, in un paese cui si arriva dopo duemila curve e trecento tornanti ho mangiato un cremino, seduto al tavolo di plastica di un caffè anni Settanta, la lista dei gelati Motta attaccata fuori e il barista con la matita e il taccuino in mano per le ordinazioni. Le ragazze scortavano leggere i loro sogni chiassosi lungo il corso, dov'è c'è il tabernacolo di un'edicola in vendita. Sta così da un mucchio di tempo, non la vuole nessuno, dice il barista mentre mi serve il cremino su un vassoio c...
Sdraiato sui binari: diario di bellezze malsincere in attesa del treno. Sperando che porti ritardo.