Tutti questi posti un tempo affollati, tutte queste sedie non occupate, tutte queste pareti disadorne, tutti questi libri abbandonati sui ripiani, tutte le liste della spesa già comprata, tutti i piatti da non lavare, tutto questo gran frigorifero senza corrente, tutti questi letti da non rigovernare, tutti gli orsetti vestiti da governante e cento altri trascurabili eventi cui faccio caso solo io, sono la ragione della mia scrittura. Quando ho amato erano ottimi compagni di viaggio, quando ho amato li ho trasformati in oggetti di scena e come tali erano vivi, quando ho amato loro se ne sono accorti, e compiaciuti. Adesso stanno. Posano, si appoggiano, si muovono impercettibilmente, al punto che chiunque tranne io direbbe che sono fermi. Le cose appassiscono se le persone non si vogliono bene, se smettono di innamorarsi, corteggiarsi, flirtare. Quando succede è un peccato, i posti che hanno ospitato le nostre beatitudini inaridiscono, ammuffiscono come le assi di un teatro perennemente...
Sdraiato sui binari: diario di bellezze malsincere in attesa del treno. Sperando che porti ritardo.