Cercò le parole giuste per vent'anni e per vent'anni tentò di capire quale fosse il tempo migliore per pronunciarle. Le cercò nei libri di Foster Wallace, nei giornali che la gente abbandonava per la strada, dentro le enoteche illuminate da lampade al quarzo, quando i ricchi nei giorni d'autunno si rinchiudono a parlare di gestione del rischio, criptovalute e financial trading. E le cercò nei cinema della giovinezza, dove proiezionisti nostalgici organizzavano retrospettive su Luis Bunuel e Harold Lloyd e in sala non c'era nessuno a parte lui. Tutte quelle parole sparse nei libri, provocate dal vino e recitate in pellicola, però, non rendevano l'idea. Lui ne cercava altre, più perfette e asimmetriche, in grado di adattarsi all'asimmetria malinconica della sua vita. A un tratto capì che cercava le sue, non quelle degli altri, e si frugò in testa per scoprire se in qualche angolo nascosto della sua immaginazione potevano effettivamente esistere, e potesse trarle f...
Ho vissuto tre anni e mezzo in una casa infestata. Mi rendo conto che detta così faccia ridere, e vi capirei perfettamente se non mi credeste. Resta il fatto che tra il 2021 e il 2024 ho abitato in un appartamento in cui alcune manifestazioni non comuni han fatto vacillare seriamente la mia fede nella logica e nella razionalità. Se guardo a quei fatti oggi, col filtro del tempo son tentato di ridimensionarli, ma all'epoca li trovai inspiegabili e come tali - senza cioè pretendere di dar loro una spiegazione - provo a raccontarli. Alla fine del 2020 comprai un appartamento in una vecchia palazzina alla periferia di Narni. Mio padre era morto da poche settimane, ero scombinato, fuori fase, triste. La casa addizionava quelle sensazioni ogni volta che rientravo, dopo la scuola, dopo la radio. Mi accoglieva specie di notte nelle stanze mute con manifesta ostilità. Lo percepivo, me lo sentivo addosso, quel rancore: se non avete mai provato qualcosa di simile in relazione a un posto è dif...