Era un po' che non la vedevo, oggi si è presentata e ho stentato a riconoscerla. Altre volte era stata insinuante, saliva sopra di me con la pazienza della marea, oggi invece mi ha assaltato neanche fossi un portavalori e lei una svaligiatrice di professione. Un po' criminale del resto lo è, ma non per colpa: è la sua natura. Così tra la prima ora di trasmissione e la seconda, tra uno speciale su Michael Cimino e canzoni di Levante e Caparezza, si è presentata alla porta sbattendo i tacchi e poco c'è mancato che camminasse per lo studio col passo dell'oca. Era marziale, stamattina, tirannica. Mi ha voluto, mi ha preso, mi ha squinternato, e alla fine se n'è rimasta in un angolo a guardarmi annaspare, soddisfatta, con i suoi occhi dipinti di blu. Quando sono uscito ce l'avevo tutta addosso, appiccicosa, pruriginosa. Ho preso a grattarmi le braccia per mandarla via ma si è infiammata ed è stato peggio. Non va via se provo a cacciarla, va via quando lo decide lei, ...
Cercò le parole giuste per vent'anni e per vent'anni tentò di capire quale fosse il tempo migliore per pronunciarle. Le cercò nei libri di Foster Wallace, nei giornali che la gente abbandonava per la strada, dentro le enoteche illuminate da lampade al quarzo, quando i ricchi nei giorni d'autunno si rinchiudono a parlare di gestione del rischio, criptovalute e financial trading. E le cercò nei cinema della giovinezza, dove proiezionisti nostalgici organizzavano retrospettive su Luis Bunuel e Harold Lloyd e in sala non c'era nessuno a parte lui. Tutte quelle parole sparse nei libri, provocate dal vino e recitate in pellicola, però, non rendevano l'idea. Lui ne cercava altre, più perfette e asimmetriche, in grado di adattarsi all'asimmetria malinconica della sua vita. A un tratto capì che cercava le sue, non quelle degli altri, e si frugò in testa per scoprire se in qualche angolo nascosto della sua immaginazione potevano effettivamente esistere, e potesse trarle f...