Mi sono voltato ed eri lì, bella e nuda come un'etrusca, così canta il poeta. Eri nuda in sogno perché da sveglio non ti ho vista mai a quel modo, né quando eri a scuola né dopo, fuori, quando ci frequentammo con pudicizia. Mi sono voltato e hai aperto gli occhi, ti ho baciato la bocca e hai detto Fammi dormire, ma dolcemente, non avendone l'intenzione. Ti sei girata su un fianco, mi hai dato le spalle, hai cominciato a dire Ti ricordi quando ci parlavi di rivoluzione? Non siamo stati capaci di farla. Nemmeno io, ti rispondo, per questo volevo la faceste: perché fosse anche per me. E poi tutte quelle canzoni? Lo facevi apposta, a metterle a lezione: perché ci illudessimo che fosse possibile un mondo migliore. Un mondo migliore, che grande abbaglio, prof. Se la natura umana non cambia come potremo mai costruirlo? Eri la più curiosa delle mie allieve, amavi gli scrittori che raccontavo, ti rammaricavi di dover dormire perché era tempo perso, volevi sempre che ti suggerissi un lib...
Cosa c'è di più attraente di una donna che fa la spesa? Gira col suo carrello tra le corsie, lo riempie con tutta la calma del mondo, legge gli ingredienti sulle etichette, scannerizza i codici, e tra la farina di tapioca e il lievito Paneangeli prende a parlare da sola: sta decidendo se fare un dolce o andare al cinema, oggi pomeriggio. E cosa c'è di più letterario di uno scrittore che fortuitamente si trova alla stessa ora davanti agli stessi scaffali, lui meno pretenzioso, con soltanto un cestino che trascina per la maniglia ma con i sensi all'erta perché una buona storia può nascondersi anche nei posti più impensati? Ecco che a un certo punto i nostri eroi - donna che fa la spesa e scrittore - prendono con noncuranza a rincorrersi: hanno intuito che hanno bisogno l'uno dell'altra per dare un senso alla giornata. Lei vuole che il suo fare la spesa non sia soltanto un gesto automatico ma venga cantato come si conviene e forse ha capito che quel tipo strano può ser...