Se ho smesso di volerti bene non vuol dire che non te ne ho mai voluto. Per me confondi l'amore con il tempo. Per il tempo che siamo stati insieme ti ho voluto bene: non dobbiamo per forza credere che se l'amore non è per sempre allora non è amore. Ti ho amato e poi ho smesso. E tu hai amato me, credo, e non hai ancora smesso, o hai smesso e non vuoi ammetterlo. Capita che se due si lasciano, l'amore non finisca in quel momento per entrambi. Oppure sì ma è raro. Quello che voglio dirti, ragazza, è che mi piaceva stare con te, e poi a un certo punto non mi è più piaciuto. Ho cominciato a trovarlo fastidioso. Il concetto di piacere è quanto di più replicabile, se due persone si amano, ma non all'infinito, non trovi? Il sentimento si irrobustisce di euforia, talora, e certe sere avrei voluto che non te ne andassi mai, come quella volta che cenammo sulla spiaggia di Metaponto, davanti allo Jonio luminoso. Un anno dopo, in una circostanza simile, non vedevo l'ora di torn...
Hai poggiato le tue gambe nude sopra le mie spalle e accanto a noi c'era Cesare Pavese. Gli ho detto Maestro, sia testimone che amo questa ragazza, lui ha sorriso e ha risposto D'accordo, non mi capita tanto spesso di fare qualcosa a fin di bene. Prima ero venuto a trovarti in ospedale, parlavi da sola, ho creduto fossi con qualcuno al telefono ma il tuo telefono era morto sopra al comodino. Gli effetti avversi dell'anestesia, mi ha spiegato l'infermiera: hai tolto la cistifellea, hai un piccolo sfrego sulla pancia. In sogno tutte le cose che non possiamo fare da svegli sono contrattempi lievi e allora ti ho convinto a scendere dal letto, ho aspettato che rinsavissi e siamo andati fuori. C'era un giardino fatto a gradoni, ti sei seduta su una panchina e hai alzato le gambe sulle mie spalle. Io stavo seduto su un muricciolo di fronte a te, Pavese si godeva la scena, come un ramarro al sole. Ti ho respirato, ti ho sentito dentro al naso, fino alla gola, e benché fosse...