In un venerdì di febbraio trovo improvvisamente ammirevole la vita, e mi rammarico di averne camminata già un gran tratto. Scopro cioè di essere di nuovo capace di guardarla con stupore, con gli occhi che sorridono e la bocca spalancata, come i bambini davanti al manifesto di un circo. Ho la testa e il cuore talmente pieni di cose, appuntate là dentro come la lista della spesa, che ogni tanto qualcuna cade fuori e la gente se ne accorge, mi dicono Ah, stai lavorando a un romanzo nuovo? Ah, ti ho visto in televisione, e a quel punto la festa può cominciare. Più che cambiare la vita, in passato mi hanno costretto le circostanze a cambiarla. La mutazione un tempo la vedevo come la prospettiva peggiore, la zona comfort era ciò che difendevo e dentro cui avrei abitato fino alla vecchiaia. Poi mia moglie si è ammalata, poi è morta, poi mi hanno licenziato, poi ho sofferto di solitudine, poi ho sofferto per amore, lontananza, noncuranza, poi ho capito che erano sentimenti talmente feroci da n...
C'è questa canzone di Francesco Baccini dove Marilyn non è diventata ancora Marilyn e balla con una scopa di saggina. Fa la comparsa in un film, ha un paio di pose appena, in una pausa delle riprese, mentre tutta la troupe è a pranzo, lei prende una scopa e si mette a piroettare sotto un riflettore rimasto acceso, fingendo di essere una star. Non sa che lo diventerà di lì a poco, la più grande di tutte. Baccini intuisce che si può immortalare un istante, una speranza, un'ambizione. Norma Jean è una ragazza da marito, e del resto la canzone si intitola proprio così, è una delle tante in cerca di fortuna ma è quasi convinta che la fortuna non le toccherà mai, che dovrà sposarsi e sfornare quattro o cinque figli in pochi anni, e ingrassare senza pietà. Ha i piedi sul confine, e non lo sa. Quello è il giorno da cui non potrà mai tornare indietro perché quel ballo qualcuno lo noterà, e trasformerà una figurante in una diva. Vorrei che ascoltaste quella canzone (la trovate qui: http...