Ogni volta che torno da un viaggio breve ho nostalgia del posto dove sono stato, contrattempo che non mi capita se la villeggiatura è più lunga, e accidentata. Non so, magari dipende dal tempo limitato, che non mi permette di ambientarmi come si deve e quando riparto, riparto con un senso di incompletezza smaniosa, che a casa mi fa allegro e irritato. Questa volta faceva freddo, strano per essere quasi primavera. Tra i vicoli scoscesi della città vecchia mi son dovuto tirare il cappuccio sulla testa, andando in giro come un eschimese. Non escludo che tu sia felice anche senza di me - ho considerato a un certo punto, davanti a una pasticceria. Era presto e sono entrato a scaldarmi, e ho preso una fetta bella spessa di Sachertorte: uno spettacolo. Non ho mai amato tanto l'incontro di cacao e marmellata, ma qui la fanno che è una delizia, evidentemente: non troppo dolce, equilibrata nel complicato sposalizio di quegli ingredienti così poco interessati alla reciprocità. Tipo noi due. ...
Mi sono voltato ed eri lì, bella e nuda come un'etrusca, così canta il poeta. Eri nuda in sogno perché da sveglio non ti ho vista mai a quel modo, né quando eri a scuola né dopo, fuori, quando ci frequentammo con pudicizia. Mi sono voltato e hai aperto gli occhi, ti ho baciato la bocca e hai detto Fammi dormire, ma dolcemente, non avendone l'intenzione. Ti sei girata su un fianco, mi hai dato le spalle, hai cominciato a dire Ti ricordi quando ci parlavi di rivoluzione? Non siamo stati capaci di farla. Nemmeno io, ti rispondo, per questo volevo la faceste: perché fosse anche per me. E poi tutte quelle canzoni? Lo facevi apposta, a metterle a lezione: perché ci illudessimo che fosse possibile un mondo migliore. Un mondo migliore, che grande abbaglio, prof. Se la natura umana non cambia come potremo mai costruirlo? Eri la più curiosa delle mie allieve, amavi gli scrittori che raccontavo, ti rammaricavi di dover dormire perché era tempo perso, volevi sempre che ti suggerissi un lib...