Ogni volta che Francesco deve andare al mare non sta più nella pelle. Sceglie un appartamento davanti alla spiaggia, riempie la valigia di libri, fa il pieno alla Panda e parte. Viaggia per tre ore e mezza fino alla costa Adriatica infilando gallerie su gallerie, a centinaia, e quando arriva a destinazione è sereno, come se fosse sbarcato sulla Luna. Lì comincia ad acclimatarsi, si acquartiera con le sue cose, i fogli per appuntare idee improvvise, la crema solare, le cuffiette per la musica. L'ultima volta il litorale era fatto di sassi, niente sabbia. Francesco preferisce la spiaggia libera perché può mettersi alla giusta distanza dagli altri. La giusta distanza è un concetto a cui lui tiene molto, è un calcolo che varia a seconda delle circostanze. I padroni di casa lo hanno lusingato, dicendogli di averlo visto un paio di volte in televisione. Lui allora gli ha regalato un suo romanzo che aveva in borsa ma in cambio ha chiesto, sfacciatamente, la scodella del Mulino Bianco che ...
Ogni volta che vengo a trovarti ho paura che mi chiudano dentro. Lo so che d'estate chiude più tardi e che comunque c'è un pulsante per chiamare il guardiano, ma un po' di inquietudine mi prende lo stesso. Ieri c'erano cinque fiori finti, un vasetto con la testa di cherubino, due lacci di scarpe azzurri, una cornicetta con una canzone di De André, una tua foto di quando eri bambina. Faceva un caldo dannato, volevo farti vedere la macchina nuova ma non sapevo come portarla fin là. Ci vuole un permesso, pare. Abbiamo parlato un po', in giro non c'era nessuno. Ti ho chiesto se ti piaccio ancora, con tutti questi capelli grigi, e se pensi che stia facendo del mio meglio in quel ruolo doppio di padre e madre che mi hai assegnato. Hai visto come sono tutti arrabbiati, oggi? - mi hai domandato. Facevo bene - hai detto - a non volermi iscrivere ai social. Il discorso è scivolato allora verso la stupidità umana, verso quella smania che tutti hanno di primeggiare, di affe...