La collina del Censo è l'ideale per stare da solo. Ci salgo di domenica ma anche nei feriali, calzo scarpe comode e con la musica giusta nelle orecchie percorro tre volte, talora quattro, l'anello che la cinge per tutta la lunghezza. Ieri la mia volontà e la mia rappresentazione coincidevano, non succede spesso, e così con un solo gesto ho assecondato entrambe. Là in mezzo al sentiero, tra due file alte di alberi giovani e i rumori del bosco smosso dagli animali, mi sono riappacificato. A casa mi aspettavano silenzio e pensieri leggeri, buoni propositi per l'avvenire e un paio di sogni che ho lasciato qui a irrobustirsi, e che riprendo a sfamare ogni volta che mi arrampico fino a questa altezza. Mentre cenavo in radura, il cielo si è illuminato. Sopra quella gobba d'Appennino si è tinto di un celeste insincero: nessun cielo può riflettere tanta innocenza se guarda alle atrocità degli uomini. Ciononostante gli ho creduto, mi sono lasciato ingannare. A un tratto il vento,...
Certi giorni mi dà di volta il cervello e allora faccio 180 chilometri tra andata e ritorno per andare a mangiare un gelato. La gelateria si chiama Gambella, sta in piazza Mazzini a Tarquinia: appena si entra in città per la salita di via della Salara ve la trovate sulla sinistra, dieci metri prima del museo cittadino. Quando ci vado, ci vado preferibilmente al tramonto, nelle prime settimane d'estate. A quell'ora il caldo si placa un po' e il mare, laggiù in lontananza, oltre la terrazza panoramica e la balaustra di pietra, è il Tirreno docile e pescoso di cui si innamorò Enea. Tutta quella bellezza gli invase gli occhi e lo convinse a fermarsi da queste parti, dopo tanto vagabondare. Con me sta provando a fare lo stesso. La tentazione di comprare un mini appartamento è trasferirmi qui è forte, ha una voce chiara. Dovrei lasciare Narni, la mia vita cambierebbe pelle un'altra volta, non so se potrei sopportarlo: troppe mutazioni ti fanno dimenticare chi sei. Ma nello st...