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Capire il mondo


Proprio come un tempo strappavo le bustine delle figurine - e lo farei ancora, se non me ne vergognassi - e ne sortiva fuori lo scudetto di raso della Triestina che riempiva l'album, così oggi ho strappato il faldone che conserva i martedì, ho pescato il signor Ieri - 26 novembre  2019 - e mi sono accorto che era luminoso. Succede quando tutte le cose che devo fare si incastrano alla perfezione nel loro spazio, e quando gli imprevisti anziché appesantirmi - come una pizza crudiccia - mi alleggeriscono stomaco e cervello. Ma andiamo con ordine. La prima cosa che avevo in animo di fare, stamattina, era una puntata del mio programma radiofonico dedicata a Tony Shalhoub. Probabilmente il nome non vi dirà granché: è l'attore che fa Detective Monk, un tipo dalla faccia simpatica, che ha girato anche film importanti, tipo Final Portrait (su Alberto Giacometti) o roba più d'azione come Attacco al potere. Sempre in ruoli minori, beninteso, ed è un peccato: è di una bravura sovrumana. Beh, la puntata, improvvisata quanto altre mai, è venuta via liscia e divertente che era una meraviglia, - mi hanno anche telefonato un paio di ascoltatori per complimentarsi, bontà loro. Poi sono andato per la città, slegato come un matto in libera uscita, e all'ufficio postale la fila era breve, la cassiera cordiale, e il piccolo problema che le ho posto - inviare un pacco voluminoso con poca spesa e la certezza del recapito - me lo ha risolto presto e bene. Evviva. Lì mi è parso di essere, per un giorno, Gastone - non mio zio: il cugino di Paperino, cui va l'acqua per l'orto da che sta al mondo. La conferma pochi metri appresso. Erano un paio di settimane che volevo comprare una maglia a collo alto da mettere sotto una giacca a sua volta comprata, giorni fa, in un soprassalto di rinnovamento estetico. Mi pigliano con la frequenza dei Mondiali, 'ste smanie: una volta ogni quattro anni. Per farla breve: Piazza Italia è accanto alle Poste centrali, non dovevo essere a scuola prima delle 11 e sono entrato. Centro al primo colpo: un lupetto del colore che cercavo, della mia taglia, di lana sottile come piace a me. Già che c'ero ne ho presi due, di due colori diversi, in previsione dell'acquisto esagerato di una seconda giacca da metterci sopra. E insomma le cose vanno così, certe volte. Direi quasi - se non temessi di essere smentito domani - che mandar bene le cose ne incoraggia altre, successive, a venir bene da sole. In altre parole è come se le conseguenze più gradite di tutto ciò che è casuale si manifestassero quando tu per primo sei riuscito a far andare in buca certi piccoli progetti che avevi a cuore. La fortuna ti sorride se la corteggi, io sospetto. E tutto questo incastro di lievi godimenti mi aiuta a capire il mondo come la creazione di un dio orologiaio, cui piace essere lusingato con progetti dalla cronometrica esattezza e a lieto fine, come quelli che fa lui. E per ringraziarti, al modo di certi supermercati che ti danno i buoni spesa, ti regala un tagliando di fortuna che è tutto fuorché fortuita. 









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