Penso dunque esisto, epperò non sono, perché tra essere e esistere passa una mandria di buoi. Stamattina ho capito che esistere non mi basta e che avrei piacere di ricominciare a essere, ma non so come fare. Esistere è una grammatica elementare, essere una cosa più complessa, un periodare da romanzo di Sciascia, un azzardo a vincere o a perdere tutto. E allora, tra il caffè macchiato e la prima canzone lanciata in diretta, m'ha assalito il sospetto che la vita che faccio sia avara, perché ridà indietro ben poco di quello che chiede. Come si capovolge la situazione non lo so, ma intanto ne ho preso coscienza. La scontentezza, queste quattro sillabe feroci e perverse, è un sentimento che incoraggia la lucidità: quando sei infelice vedi tutto più chiaro. Di quello che voglio non ho coscienza ancora, ma ne ho di quello che non voglio, e che non voglio più, avendone avuto in abbondanza. Ricomincio da qui. Ricomincio mettendo alla porta amori fallimentari, paure assortite, scelte cervellotiche e tutte le parole di convenienza che ho usato. Adesso basta. Sono abbastanza vecchio da poterlo fare e non ancora decrepito da non potermelo permettere. Quando ero ragazzo lessi poca poesia e molta narrativa, trovavo che i poeti veri fossero pochi e i narratori potenti un sacco. Ma tra i poeti ne scoprii uno che diceva, in modo più elegante di me, le stesse cose. Eugenio Montale ammise che solo quello poteva suggerire agli uomini: ciò che non siamo, ciò che non vogliamo. L'evoluzione collettiva non lo so, ma la mia, se il destino sarà d'accordo, ripartirà da qui.
Mi piace star qui con te a ragionare di aiole e di mare. Che il giardino andrebbe curato di più e che il mare è troppo lontano per comprarci casa. Mi piace star qui con te a non contare il tempo, mentre fuori passa furibondo, rendendo infelici gli uomini. Il brutto mondo rimane al di là di questo palco, persino oltre la platea. Ci sono storie che ho sentito raccontare dai miei ragazzi, quando erano loro a far lezione e io spalancavo le orecchie, incoraggiandoli alla narrazione. No, era più un'istigazione a delinquere, le cose migliori che ho potuto insegnare sono quelle che si configurano come reati. Le storie erano tante ma a un certo punto si mischiavano in una, come le onde del mare che a riva diventano un frangente compatto. Vuoi sentirla? Parla di due persone che si amano ma non se lo dicono, e di altre due che non si amano e si giurano ogni giorno amore eterno. Però non sono quattro persone, come potrebbe sembrare, ma soltanto tre perché una fa parte sia della prima che della...

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