Ogni volta che Francesco deve andare al mare non sta più nella pelle. Sceglie un appartamento davanti alla spiaggia, riempie la valigia di libri, fa il pieno alla Panda e parte. Viaggia per tre ore e mezza fino alla costa Adriatica infilando gallerie su gallerie, a centinaia, e quando arriva a destinazione è sereno, come se fosse sbarcato sulla Luna. Lì comincia ad acclimatarsi, si acquartiera con le sue cose, i fogli per appuntare idee improvvise, la crema solare, le cuffiette per la musica. L'ultima volta il litorale era fatto di sassi, niente sabbia. Francesco preferisce la spiaggia libera perché può mettersi alla giusta distanza dagli altri. La giusta distanza è un concetto a cui lui tiene molto, è un calcolo che varia a seconda delle circostanze. I padroni di casa lo hanno lusingato, dicendogli di averlo visto un paio di volte in televisione. Lui allora gli ha regalato un suo romanzo che aveva in borsa ma in cambio ha chiesto, sfacciatamente, la scodella del Mulino Bianco che ...
Sdraiato sui binari: diario di bellezze malsincere in attesa del treno. Sperando che porti ritardo.