La donna è aristocratica, e pure la sua libreria. Ha i lineamenti nobili di chi per via di un'eredità contesa ha perso una montagna di soldi ma non la dignità. Si è persuasa che vendere libri fosse il sistema meno faticoso per dare continuità al suo lignaggio e ci accoglie, a me e a mia figlia, con il sopracciglio alzato e il sorriso appena percettibile di chi è snob e diffida del prossimo. Io e mia figlia rovistiamo tra i libri da plebei quali siamo, vale a dire con fragoroso rispetto. Ne prendiamo tre o quattro a testa, li sfogliamo, ne annusiamo la carta, valutiamo i caratteri, mia figlia mi chiede Questo lo hai letto? E quest'altro? e poi aggiunge Questo devi assolutamente leggerlo, ce l'ho io, te lo presto. Siamo bambini in un luna park, siamo gli sconfitti di questa cosiddetta società civile, quelli che ancora leggono spudoratamente e per questo con gli altri hanno pochi argomenti di conversazione. Ammonticchiamo i libri su un tavolo, la libraia ci guarda diffidente. ...
Sdraiato sui binari: diario di bellezze malsincere in attesa del treno. Sperando che porti ritardo.