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Il suo grande amore

Un uomo dalla vita sobria aspetta il suo grande amore nell'atrio di un cinema. Sono le sei di un pomeriggio d'agosto, fuori ci sono 35 gradi, dentro l'aria condizionata raffresca la gente, suggerendole che stare al mondo non è poi così male. La fila alle casse comincia a farsi consistente; l'uomo, dopo essersi guardato attorno, decide di accodarsi, per non entrare in sala a film cominciato. Ogni tanto si volta, gli occhi vanno oltre le porte a vetri, fino al piazzale affogato di sole. Il suo grande amore non si vede ancora. Accanto a lui una ragazza completamente calva sembra mostrare con disinvoltura quella ferita. Parla con certi suoi amici dell'ultimo film di Aronofsky, dice che gli è piaciuto perché quel tipo ogni volta fa una cosa diversa e lei ama farsi sorprendere. L'uomo dalla vita sobria, a cui son piaciuti assai quasi tutti i film di Aronofsky, vorrebbe entrare nella conversazione ma teme di essere frainteso - è fuori tempo massimo per attaccar bottone con dei ventenni, e soprattutto non ha la mente sgombra: è in ansia per il suo grande amore che non arriva. Decide di mandarle un messaggio: Vai piano. Breve, risoluto, vagamente perentorio. Se sta guidando - pensa - almeno non perderà troppo tempo a leggerlo. La fila procede incredibilmente a rilento e per ingannare il tempo l'uomo si mette a leggere i titoli di tutti i film in programma. Quello lo ha visto, è un kolossal senza capo né coda. Quell'altro no, e non ha nessuna intenzione di vederlo. Toh, quello è già in sala? Aveva letto che usciva a settembre. Per non farsi prendere dalla smania di scappare dalla fila e andare alla cieca in cerca del suo grande amore si mette a ricordare di quando all'entrata dello spettacolo regalavano un giornale con le recensioni dei film. Qualche volta l'uomo e il suo grande amore andavano al cinema solo per quello. In capo ad altri dieci minuti l'uomo arriva davanti alla cassiera: è il momento di mostrare la card da abbonato e decidere se prendere o no il bicchiere di pop corn. L'uomo si guarda intorno un'ultima volta, con l'ansia che spadroneggia. Prima a destra e poi a sinistra. Niente, il suo grande amore non c'è. Sta per rompere la fila, come una recluta maldestra, correre fuori disperato, quando si sente abbracciare da dietro le spalle. Si volta, gli si apre in bocca un sorriso più largo dello schermo: il suo grande amore è arrivato e gli dice: Scusa papà, c'era traffico. Entriamo? 

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