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Eroinomani

La raggiunsi sulle rocce, era l’unico posto dove poteva essere scappata. La trovai che scarabocchiava un quadernino, scomoda tra gli scogli, nuda, eppure apparentemente a suo agio. Sotto, il mare azzurrino stancava gli occhi, potevi cercare con tutte le forze un pretesto perché quella scena diventasse muta e non l’avresti trovato, neanche a campare cent’anni. Mi guardò e le venne quel sorriso primitivo di chi è contento di vederti, prima che gli uomini inventassero il sorriso di circostanza. “È un’ora che ti cerco” – le dissi: non era vero, e lei lo sapeva. Si toccò un orecchio e accese una sigaretta, come quando andavo a far benzina da lei e giocava a spaventarmi. La benzinaia più attraente che abbia mai conosciuto. “Non trovo più divertente di questo nessuno dei tanti mestieri che ho fatto”, mi aveva confessato. Quella volta eravamo in Puglia, era il novantotto, viaggiavamo in quattro, con il pentimento dei trentenni che hanno saltato qualche trasgressione e a quell’età han voglia di riprendersi il pane. “Tu non scrivi mai?”, mi domandò rimettendosi il costume. Non avevo ancora incominciato, non me lo sognavo neppure, non credevo che mi sarebbe toccata questa dipendenza da eroinomane che piaga i giorni d’astinenza. Poi aggiunse che non riusciva a far passare un giorno senza lasciare un segno, un appunto, provare a far sposare due parole e capire se potevano convivere insieme senza bisticciare. “Vieni, siediti qui, su questo sedile di sabbia” – suggerì. “Ho un debole per gli amici quando vanno via e per le case che li hanno ospitati, il giorno dopo però, quando è rimasta una traccia, un tovagliolo sotto al tavolo, un disco nell’hi-fi. Viaggio dentro i posti che sono stati il guscio di una festa e li respiro, mi ci sento male e ne scrivo. Ohi, non crederti chissà che letteratura: è tutta roba rudimentale, ma discretamente necessaria”. Lì per lì mi parve una sciocchezza e invece oggi sono malato dello stesso sogno. Anche quando sono stanco, mi si chiudono gli occhi, mi fanno male le mani, la testa mi scoppia, devo inventare una fanfaluca che ieri non c’era, perché ogni giorno lasciato in bianco è tempo sprecato. Me lo insegnò quella fantastica amica, che è morta giusto un anno fa,  cadendo a duecento all'ora dalla moto con cui andava a acciuffare i suoi sogni. 

Commenti

  1. ho trovato un che di molto toccante e sentimentale in questo post... ciao, sono approdato qui dal tuo canale Youtube (che ogni tanto guardo, essendo da sempre un appassionato di fumetto)... un po' di anni fa la dannata eroina ha strappato dalla terra mia sorella a soli 23 anni e quindi sono rimasto molto colpito appena ho letto il titolo del post :(

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    1. Ciao, mi dispiace per il tuo lutto, ho cercato di assimilare le dipendenze, anche se quella dalla scrittura per mia fortuna è (quasi) innocua. Un caro saluto.

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