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Alla rivoluzione in bicicletta

Leggo su Repubblica di oggi una bella iniziativa di alcuni utenti facebook che rivendicano il loro diritto a usare la bici in città senza finire investiti. Le statistiche sono effettivamente preoccupanti: in soldoni quasi un ciclista al giorno viene investito in Italia, con conseguenze spesso gravi. Mi è piaciuto soprattutto l'articolo di Paolo Rumiz a corredo del pezzo. In sostanza, lui dice che coloro che vanno in macchina invidiano a chi va in bici una cosa molto semplice e fondamentale: il tempo. Tempo da spendere come meglio si crede, tempo da impiegare a fermarsi a prendere il giornale senza preoccuparsi del parcheggio, o delle code. Tempo per godersi uno scorcio cittadino di cui i possessori di Suv ignorano l'esistenza. Senza contare il risparmio economico e l'impatto ambientale pari a zero. Se tutti usassimo meglio e di più la bici, faremmo una rivoluzione più importante di qualsiasi rinnovamento tecnologico. Come non essere d'accordo?

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