Hai poggiato le tue gambe nude sopra le mie spalle e accanto a noi c'era Cesare Pavese. Gli ho detto Maestro, sia testimone che amo questa ragazza, lui ha sorriso e ha risposto D'accordo, non mi capita tanto spesso di fare qualcosa a fin di bene. Prima ero venuto a trovarti in ospedale, parlavi da sola, ho creduto fossi con qualcuno al telefono ma il tuo telefono era morto sopra al comodino. Gli effetti avversi dell'anestesia, mi ha spiegato l'infermiera: hai tolto la cistifellea, hai un piccolo sfrego sulla pancia. In sogno tutte le cose che non possiamo fare da svegli sono contrattempi lievi e allora ti ho convinto a scendere dal letto, ho aspettato che rinsavissi e siamo andati fuori. C'era un giardino fatto a gradoni, ti sei seduta su una panchina e hai alzato le gambe sulle mie spalle. Io stavo seduto su un muricciolo di fronte a te, Pavese si godeva la scena, come un ramarro al sole. Ti ho respirato, ti ho sentito dentro al naso, fino alla gola, e benché fosse una finzione mi sono innamorato come nella realtà. Poteva essere aprile, mese perfetto per le mutazioni. Vorrei resuscitare anch'io - ti ho confessato, e tu hai risposto Chi ti credi di essere? e abbiamo cominciato a ridere. Poco, perché a te tiravano i punti. Da sveglio, davvero, mi servirebbe la stessa caparbietà dei sogni, la medesima ostinazione di libertà. Liberarsi è giusto. Giusto e bello. Mia figlia stamattina, prima del pranzo ipocrita della festa e prima che ti incontrassi nel sonno delle tre di pomeriggio, mi ha detto Devi fare qualcosa per stare meglio, per stare bene. Non è stato un miraggio, eravamo all'Isola, un bar di confine dove ti accolgono con la grazia di un tempo, ci siamo raccontati i progetti che abbiamo come fossimo amici e avessimo la stessa età. Io che ho trent'anni più di lei ho meno stagioni davanti, e devo fare in fretta. Una dichiarazione di indipendenza, a questo punto, non è più rimandabile.
Mi piace star qui con te a ragionare di aiole e di mare. Che il giardino andrebbe curato di più e che il mare è troppo lontano per comprarci casa. Mi piace star qui con te a non contare il tempo, mentre fuori passa furibondo, rendendo infelici gli uomini. Il brutto mondo rimane al di là di questo palco, persino oltre la platea. Ci sono storie che ho sentito raccontare dai miei ragazzi, quando erano loro a far lezione e io spalancavo le orecchie, incoraggiandoli alla narrazione. No, era più un'istigazione a delinquere, le cose migliori che ho potuto insegnare sono quelle che si configurano come reati. Le storie erano tante ma a un certo punto si mischiavano in una, come le onde del mare che a riva diventano un frangente compatto. Vuoi sentirla? Parla di due persone che si amano ma non se lo dicono, e di altre due che non si amano e si giurano ogni giorno amore eterno. Però non sono quattro persone, come potrebbe sembrare, ma soltanto tre perché una fa parte sia della prima che della...

Commenti
Posta un commento
Grazie per aver commentato il mio post