Cosa c'è di più attraente di una donna che fa la spesa? Gira col suo carrello tra le corsie, lo riempie con tutta la calma del mondo, legge gli ingredienti sulle etichette, scannerizza i codici, e tra la farina di tapioca e il lievito Paneangeli prende a parlare da sola: sta decidendo se fare un dolce o andare al cinema, oggi pomeriggio. E cosa c'è di più letterario di uno scrittore che fortuitamente si trova alla stessa ora davanti agli stessi scaffali, lui meno pretenzioso, con soltanto un cestino che trascina per la maniglia ma con i sensi all'erta perché una buona storia può nascondersi anche nei posti più impensati? Ecco che a un certo punto i nostri eroi - donna che fa la spesa e scrittore - prendono con noncuranza a rincorrersi: hanno intuito che hanno bisogno l'uno dell'altra per dare un senso alla giornata. Lei vuole che il suo fare la spesa non sia soltanto un gesto automatico ma venga cantato come si conviene e forse ha capito che quel tipo strano può servire alla bisogna; lui segue una spina di poesia nel quotidiano, come un tempo inseguiva le spine di birra in tutti i bar che frequentava. Davanti alle tavolette di cioccolata fondente, quelle del Nicaragua, i loro occhi si guardano, è un attimo, lei li distoglie subito, con un lieve rossore, lui, impunito che non è altro, insiste a cercarli, vuole che quegli occhi belli ricomincino a fissarlo, stavolta con sfacciataggine. Lui si avvicina, prova ad arcuare le labbra a sorriso, dice "Scusi, devo prendere il Ciobar", lei risponde "Certo, mi perdoni se sto qua in mezzo, non so decidermi..." e lascia la frase in sospeso. Lo scrittore, mentre si allontana di qualche metro per non sembrare invadente, comincia a lavorare su quell'intenzione spezzata, lo fa sempre, è una sua perversione: cosa diavolo può essere quello per cui quella donna non sa decidersi? Per alcuni minuti si perdono di vista, lui nuota al largo, costeggia il frigo dei surgelati come una nave sottocosta, cerca gli spinaci filanti, ci mette più del solito a trovarli, la testa va a lei, alla donna dagli occhi belli e al suo pomeriggio al cinema. Chissà che film va a vedere? Chissà - pensa lo scrittore - se può disdire gli impegni del pomeriggio e accompagnarla, fingendo di esser capitato nella stessa sala per caso? Alla fine si ritrovano alle casse, lui alla tredici, lei alla quattordici. Lui fa un cenno col capo, lei risponde con un altro sorriso. Poi pagano, escono a testa bassa dalle porte automatiche ed è probabile che non si incontreranno mai più.
Mi piace star qui con te a ragionare di aiole e di mare. Che il giardino andrebbe curato di più e che il mare è troppo lontano per comprarci casa. Mi piace star qui con te a non contare il tempo, mentre fuori passa furibondo, rendendo infelici gli uomini. Il brutto mondo rimane al di là di questo palco, persino oltre la platea. Ci sono storie che ho sentito raccontare dai miei ragazzi, quando erano loro a far lezione e io spalancavo le orecchie, incoraggiandoli alla narrazione. No, era più un'istigazione a delinquere, le cose migliori che ho potuto insegnare sono quelle che si configurano come reati. Le storie erano tante ma a un certo punto si mischiavano in una, come le onde del mare che a riva diventano un frangente compatto. Vuoi sentirla? Parla di due persone che si amano ma non se lo dicono, e di altre due che non si amano e si giurano ogni giorno amore eterno. Però non sono quattro persone, come potrebbe sembrare, ma soltanto tre perché una fa parte sia della prima che della...

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