Mi sono voltato ed eri lì, bella e nuda come un'etrusca, così canta il poeta. Eri nuda in sogno perché da sveglio non ti ho vista mai a quel modo, né quando eri a scuola né dopo, fuori, quando ci frequentammo con pudicizia. Mi sono voltato e hai aperto gli occhi, ti ho baciato la bocca e hai detto Fammi dormire, ma dolcemente, non avendone l'intenzione. Ti sei girata su un fianco, mi hai dato le spalle, hai cominciato a dire Ti ricordi quando ci parlavi di rivoluzione? Non siamo stati capaci di farla. Nemmeno io, ti rispondo, per questo volevo la faceste: perché fosse anche per me. E poi tutte quelle canzoni? Lo facevi apposta, a metterle a lezione: perché ci illudessimo che fosse possibile un mondo migliore. Un mondo migliore, che grande abbaglio, prof. Se la natura umana non cambia come potremo mai costruirlo? Eri la più curiosa delle mie allieve, amavi gli scrittori che raccontavo, ti rammaricavi di dover dormire perché era tempo perso, volevi sempre che ti suggerissi un libro nuovo, quasi ogni giorno, e ogni libro che ti portavo ti rendeva più triste, più smaniosa, volevi sapere da me di dio, se esiste, se ha una sua logica, se siamo nelle mani di un feroce dittatore, il più feroce di tutti, o se è tutto benignamente oscuro perché non è questa vita il tempo per capire. A un tratto ti prendo le mani, mi inarco sopra di te, ti bacio il seno, è un sogno, posso fare quel che non ho mai neanche osato immaginare, fino a stanotte. Ridi, protesti: Mi fai il solletico, ti sento gemere, impercettibilmente. Ti volti dalla mia parte, ti divarichi, mi accogli, Tutta questa commedia - dici alla fine - è il meglio che sappiamo fare. Eppure la commedia è quel che ci tiene in vita, ti rispondo, ma non ti ho convinta: mentre ti fai evanescente, evapori, allora mi sveglio e mi ritrovo ancora sul confine del giorno. L'alba entra cinerina dal lucernario: è tempo di ambientarsi un'altra volta dentro la realtà.
Mi piace star qui con te a ragionare di aiole e di mare. Che il giardino andrebbe curato di più e che il mare è troppo lontano per comprarci casa. Mi piace star qui con te a non contare il tempo, mentre fuori passa furibondo, rendendo infelici gli uomini. Il brutto mondo rimane al di là di questo palco, persino oltre la platea. Ci sono storie che ho sentito raccontare dai miei ragazzi, quando erano loro a far lezione e io spalancavo le orecchie, incoraggiandoli alla narrazione. No, era più un'istigazione a delinquere, le cose migliori che ho potuto insegnare sono quelle che si configurano come reati. Le storie erano tante ma a un certo punto si mischiavano in una, come le onde del mare che a riva diventano un frangente compatto. Vuoi sentirla? Parla di due persone che si amano ma non se lo dicono, e di altre due che non si amano e si giurano ogni giorno amore eterno. Però non sono quattro persone, come potrebbe sembrare, ma soltanto tre perché una fa parte sia della prima che della...

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