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Eppur si muore

Chissà che passa per la testa al padreterno quando scopre che gli manca il quarto e ci convoca all'improvviso per un doppio a tennis. L'ho fatto pure io di prender su il telefono e chiamare Claudio all'ultimo minuto ma insomma, la situazione era un tantino differente. Lui invece vuol giocare a tutti i costi, ha prenotato il campo, non sente ragioni, gli altri due stanno già palleggiando sul sintetico, il suo compagno s'è dato malato - perché a giocare con dio ci vuole fegato, non te ne perdona una - e lui piglia e ti chiama. Noi lo definiamo caso ma lui ha un elenco preciso cui attingere, a seconda delle esigenze. Oggi voleva giocare e così ha pensato a Giorgio. Ha calcolato i tempi, gli ha conficcato un'arancia in testa e l'ha costretto a mettersi scarpette e pantaloncini. "La racchetta ce l'ho io - gli ha detto condiscendente; - tu sbrigati a venir su". E così è andata. O altre volte fa esplodere globuli bianchi in maniera esponenziale perché gli serve una cuoca sopraffina per un suo ricevimento del cazzo; o sposta una Golf con una schicchera del dito e la fa finire contro il guard rail, perché gli salta di far due chiacchiere con un viaggiatore di commercio. Sai che divertimento, tra l'altro.
E insomma è così. Se ne infischia se uno deve finire di pagare il mutuo, o vuole andare a letto ancora una volta con la donna della propria vita perché mille volte l'ha fatto e non è ancora sazio, scoprire chi vincerà il campionato, viaggiare in Andalusia, vedere il nuovo Zemeckis arrampicato sulle Torri Gemelle. Dice: "Nasconditi! Non farti vedere!". Lui vede e provvede, altro che storie. L'uomo propone e dio indispone. Ma finché respiriamo, io direi che è meglio dare filo da torcere a tutti i progetti disumani che stanno dentro il suo cuore. Arido, spento, pietrificato come la foresta fossile che sta dalle mie parti.

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