Passa ai contenuti principali

Santo (Piazzese) subito!

Il sapore, gli odori, le mescolanze dei popoli del Mediterraneo. Il noir di luce contro il noir d'ombra e nebbia. Il giallo siciliano, marsigliese, iberico, contro quello scandinavo. Insomma, ho conosciuto e intervistato Santo Piazzese, autore della celebre Trilogia di Palermo edita da Sellerio. Un incontro da memorare, con una persona gentile e notevole scrittore. Perchè poi la conversazione, oggi in Bct davanti a una cinquantina di persone la cui età media era del colore opposto a quello (green) con cui oggi si definisce la new economy, ha finito per prendere tante diverse intersecanti direzioni. Quella del cibo, ad esempio, che da Marsiglia a Palermo, passando per Barcellona e le cantine palestinesi, ha tutte le distonie delle spezie e ispira i sensi dei narratori-gourmet. E arriva fino ai tetri fast food di Stoccolma, accanto a cui, nel freddo lattuginoso e perenne, i serial killer stanno in agguato. E poi ha voluto sapere dell'Apocalisse in pantofole, gli avevano detto che anch'io, nel mio piccolo, sono scrittore. "Non di noir, però", gli ho confidato. "Che importanza fa? - ha risposto - L'importante è una bella storia". Ha preso il libro e ci ha voluto una dedica. E poi l'ha fatta lui a me, su un suo romanzo. Cose da poco, in fondo, robe da scrittori. Ma insomma, come non voler bene a gente così?

Commenti

Post popolari in questo blog

Lasciami andare

Valerio, avevi ragione, dovevo lasciar andare. Ti ricordi che ne parlavamo? Io trattenevo, aggiustavo, incollavo. Tu dicevi "Sei stato bene con quella ragazza? Basta, non cercarla, non chiamarla". Oppure "Ti manca tuo padre, ne hai nostalgia? No, non darle retta, via, è finita". Dicevi che dovevo conservare la memoria ma senza ogni volta inseguire il passato: io ho sempre pensato che le due cose fossero inseparabili, mi hai aperto gli occhi. Così faccio con le case che ho abitato: non le guardo più le fotografie, che si secchino pure dentro gli armadi. Lasciar correre, lasciare indietro. Un suggerimento sensato, così facendo uno mette a posto il disordine delle stanze, ma si vive meglio in un ambiente in cui tutto è dove deve stare? A questa obiezione facevi spallucce, una finta di corpo - come quando giocavi mezz'ala e io al centro dell'area aspettavo il tuo cross per segnare - e uscivi dal bar. Forse pensavi Che testa di cazzo , ma con tenerezza, perché ma...

Primavera di vento

A Tarquinia c'è un albergo nascosto in mezzo alla pineta, non affaccia al mare, è l'albergo dei nostalgici, degli amanti e delle canzoni d'autore. Tira sempre vento quando ci vado, ma è il vento leggero del Tirreno che volta le pagine del libro che ho in testa assieme ai ricordi della giovinezza, mai finita e mai rinnegata. In una primavera di vent'anni fa, una primavera anch'essa di vento, ci arrivammo per caso, tu ed io, ragazza amorevole di un'altra vita. Dal litorale non si vede e se non sai che c'è è difficile trovarlo, e noi cercavamo una camera col balcone sulla spiaggia, per cantare un'altra volta il caso, divinità innamorata delle onde azzurre e dei fortunali. Cenammo invece a bordo piscina perché l'hotel segreto ci rapì, e il mare restò una voce di là dalla strada, una prospettiva per l'indomani, l'abisso dentro cui stavamo per cadere dopo quella notte di soprassalti. Ti presi e poi tu prendesti me e alla fine la stanchezza ci rese ...

Paradiso e Inferno

Mia figlia mi propone una sfida impossibile: che le riassuma in venti righe l'idea che Dante aveva dell'amore. Deve preparare l'esame di letteratura italiana per settembre, e mi chiede di offrirle una prospettiva diversa da quella di tutti i libri che ha consultato .  Un bel pasticcio: che diavolo posso dirle che non abbiano già detto mille altri prima e meglio di me? Decido di partire dalla mia esperienza. Non per vanità ma perché conosco i miei guai d'amore più di quanto conosca qualsiasi poeta. E i miei amori sono stati quasi sempre dei saliscendi emotivi, un giorno in cielo e l'altro sottoterra. Per associazione di idee mi vengono in mente la Vita Nuova e il quinto canto dell'Inferno. Avete presente, no? Beatrice che  tanto gentile e tanto onesta   pare  eccetera eccetera; e Paolo e Francesca, che sono scaraventati tra gli incontinenti per aver ceduto alla lussuria. Mi metto alla ricerca di un punto in comune che non sia scontato. Leggo e rileggo quei versi ...