Io sono padre e madre assieme, come Princesa è pecora e vacca in quella canzone di Faber, e come lei mi vorrei far pagare per tutto il lavoro sfiancante che faccio, per quell'andirivieni sotto i portici dei supermercati, per l'ansia che si mangia i contorni della sera e quando la notte arriva è tutta inchiostro, è tutta una battaglia contro la paura di un accidente in agguato. Lavoro ventiquattr'ore al giorno tutti i giorni da diciannove anni senza nemmeno un rimborso spese, interpreto due parti su un palcoscenico sconnesso, sono premuroso e brusco, risoluto e tenero, vorrei avere tutto sotto controllo, tanto che non disprezzerei che mi nominassero amministratore delegato dell'azienda. Perché quello è: un'azienda fatta e finita. Purtroppo senza fini né speranze di lucro. Gestire un figlio: altro che gestire il budget, giocare in borsa, diversificare gli investimenti. Gestire un figlio è a vita, e capisco chi non ne ha e non ne vuole. Ogni silenzio è un lascito d...
Sdraiato sui binari: diario di bellezze malsincere in attesa del treno. Sperando che porti ritardo.