Cosa vuol dire andar via, quale coraggio ci vuole. Non solo a parlarne, proprio a tagliare la corda. Scappare ha un che di romanzesco perché qualcuno ti verrà dietro, per imitarti o per convincerti a tornare a casa, scappare ti trasforma in personaggio, ti garantisce l'immortalità. Scappare. Ma anche a restare nel campo da gioco infernale di questo tempo immondo ci vuol coraggio. E a fidarsi di te, a credere che mi vuoi bene quando le apparenze sono contrarie, a tener dietro alle parole strane che dici, un giorno d'amore un altro di derisione. Io mi fido delle mie, di parole, ma neanche tanto, perché anche loro possono diventare un inganno, magari in buona fede. E sono costretto a fidarmi di quelle degli altri sennò resto senza voce: ogni parola che scrivo ha parole madre e parole padre, è un problema di attendibilità. Tutte le mie idee sono la conseguenza di narrazioni di altri, non ho quasi mai verificato di persona se le cose alle quali si attaccano accadono davvero e se pur accadendo accadono come mi raccontano. Vale lo stesso per te, la narrazione che mi fai del tuo amore sarebbe quella di un amore accettabile se fosse vera fino in fondo. I suoi giorni orrendi e l'insofferenza che talora proviamo l'uno per l'altra, sarebbero un prezzo ragionevole, se non ci fosse dell'altro. C'è sempre dell'altro, io temo, ed è questo che ci impedisce di guardare con chiarezza l'orizzonte. Funziona così la narrazione anche per le cose della politica, i suoi cantori adottano il sistema delle relazioni di coppia: raccontano i fatti dal loro punto di vista, incapaci di una visione plurale e allora per esempio Kirk, quel tipo di cui non conoscevo l'esistenza fino a che non gli hanno sparato, in America, diventa una vittima il cui nome va stampato sulle magliette oppure uno che se l'è cercata. Io propendo più per la seconda ipotesi, ma è un intuito, la scarsa simpatia che provo per le sue idee per come me le hanno raccontate, anche se la certezza che fossero davvero soltanto quelle che ho letto e sentito non ce l'ho, come nelle mie faccende d'amore. Così scappo, vado via, mi faccio fantasma. Finché non inventeranno un sistema che renda esatta oltre ogni ragionevole dubbio la narrazione umana.
Mi piace star qui con te a ragionare di aiole e di mare. Che il giardino andrebbe curato di più e che il mare è troppo lontano per comprarci casa. Mi piace star qui con te a non contare il tempo, mentre fuori passa furibondo, rendendo infelici gli uomini. Il brutto mondo rimane al di là di questo palco, persino oltre la platea. Ci sono storie che ho sentito raccontare dai miei ragazzi, quando erano loro a far lezione e io spalancavo le orecchie, incoraggiandoli alla narrazione. No, era più un'istigazione a delinquere, le cose migliori che ho potuto insegnare sono quelle che si configurano come reati. Le storie erano tante ma a un certo punto si mischiavano in una, come le onde del mare che a riva diventano un frangente compatto. Vuoi sentirla? Parla di due persone che si amano ma non se lo dicono, e di altre due che non si amano e si giurano ogni giorno amore eterno. Però non sono quattro persone, come potrebbe sembrare, ma soltanto tre perché una fa parte sia della prima che della...

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