Il racconto breve è un bacio appassionato, uno solamente, per questo io ne scrivo così tanti, per assaporare ogni volta che posso le labbra che vedo in sogno. Comincio a scrivere e mi avvicino alla tua bocca, arrivo a metà e ti sfioro le guance, poi mi allontano perché capisco che quel che ho scritto non ha struttura, ne butto un gran tratto e ricostruisco da lì, dalle prime rigoline orgogliose, e tiro dritto fino alla fine, così posso finalmente toccarti. Il racconto breve è uscire a cena insieme una volta sola e ricordare quella meraviglia per tutta la vita, una eredità di stupore; il racconto breve è rubare una sera al computo immane della vita intera ed esserle grato per sempre, perché in quella sera ti sei riconosciuto. Il racconto breve è carne che sanguina e sabbia che scivola dal buco delle dita, quando le tieni chiuse a pugno. Il racconto breve è la salvezza, la bellezza, il sortilegio che ti salva in una notte di luna piena dalla licantropia. Il racconto breve è una felicità a breve termine, un impegno che dura uno scherzo di tempo, un amore che non pretende di essere ricambiato, un grumo di parole poggiate sul davanzale accanto a latte e cacao, per le domeniche d'inverno. Il racconto breve non viene a cercarti, non ti chiama, non ti lascia a metà quando caschi dal sonno, è inizio e compimento, è una cosa manifesta tutta in una volta, è la grazia leggera di una ricordanza. Il racconto breve sei tu, amore mio viaggiatore, che in qualche parte dell'universo devi pur abitare, tra le galassie, i buchi neri e i quasar. Il racconto breve è la nostra breve vita, troppo farcita di sottintesi per spiegarsi al cielo, così poco indifesa per non lasciarsi innamorare da tutto
Mi piace star qui con te a ragionare di aiole e di mare. Che il giardino andrebbe curato di più e che il mare è troppo lontano per comprarci casa. Mi piace star qui con te a non contare il tempo, mentre fuori passa furibondo, rendendo infelici gli uomini. Il brutto mondo rimane al di là di questo palco, persino oltre la platea. Ci sono storie che ho sentito raccontare dai miei ragazzi, quando erano loro a far lezione e io spalancavo le orecchie, incoraggiandoli alla narrazione. No, era più un'istigazione a delinquere, le cose migliori che ho potuto insegnare sono quelle che si configurano come reati. Le storie erano tante ma a un certo punto si mischiavano in una, come le onde del mare che a riva diventano un frangente compatto. Vuoi sentirla? Parla di due persone che si amano ma non se lo dicono, e di altre due che non si amano e si giurano ogni giorno amore eterno. Però non sono quattro persone, come potrebbe sembrare, ma soltanto tre perché una fa parte sia della prima che della...

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