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Il racconto breve

Il racconto breve è un bacio appassionato, uno solamente, per questo io ne scrivo così tanti, per assaporare ogni volta che posso le labbra che vedo in sogno. Comincio a scrivere e mi avvicino alla tua bocca, arrivo a metà e ti sfioro le guance, poi mi allontano perché capisco che quel che ho scritto non ha struttura, ne butto un gran tratto e ricostruisco da lì, dalle prime rigoline orgogliose, e tiro dritto fino alla fine, così posso finalmente toccarti. Il racconto breve è uscire a cena insieme una volta sola e ricordare quella meraviglia per tutta la vita, una eredità di stupore; il racconto breve è rubare una sera al computo immane della vita intera ed esserle grato per sempre, perché in quella sera ti sei riconosciuto. Il racconto breve è carne che sanguina e sabbia che scivola dal buco delle dita, quando le tieni chiuse a pugno. Il racconto breve è la salvezza, la bellezza, il sortilegio che ti salva in una notte di luna piena dalla licantropia. Il racconto breve è una felicità a breve termine, un impegno che dura uno scherzo di tempo, un amore che non pretende di essere ricambiato, un grumo di parole poggiate sul davanzale accanto a latte e cacao, per le domeniche d'inverno. Il racconto breve non viene a cercarti, non ti chiama, non ti lascia a metà quando caschi dal sonno, è inizio e compimento, è una cosa manifesta tutta in una volta, è la grazia leggera di una ricordanza. Il racconto breve sei tu, amore mio viaggiatore, che in qualche parte dell'universo devi pur abitare, tra le galassie, i buchi neri e i quasar. Il racconto breve è la nostra breve vita, troppo farcita di sottintesi per spiegarsi al cielo, così poco indifesa per non lasciarsi innamorare da tutto 

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