Ecco chi sono: il ragazzo che è passato di qui trent'anni fa e che si rammarica per le pietre della porta medievale, al contrario di lui rimaste uguali, il cercatore di segni della propria esistenza terrena, l'indovino delle stagioni maligne, e oggi mi scopro innamorato. Eccomi un'altra volta impensierito d'amore, non mi succedeva dal ventesimo secolo, e la colpa è tua, ragazza volitiva dagli occhi belli, che nelle canzoni saresti quella che prende il cuore e non lo lascia più. L'amore taciuto, suggerito per vie traverse - come questa povera scrittura - è l'amore più appagante: non diventa mai niente più di un sogno e nei sogni fai e disfi le cose, e tutto ha il verso della felicità. Però quell'emozioncina a vederti, quello snuvolamento a pensarti, mi fanno bene e ringiovaniscono più del Dianazen, e al diavolo il biancospino. Davvero, chi se lo sarebbe mai aspettato, di tornare indietro nel tempo fino all'epoca del languore, di tutte quelle tenerezze inespresse che per esser raccontate m'hanno costretto scrittore? Così scrivo, e sogno più di quanto dica Vecchioni - sa un cavolo lui - e perfino meglio, più dolcemente. Per cui va bene così, dio, non toccare niente, non spostare niente dentro le stanze di questa mia casa di vento. Del resto, se tutto si compisse non potrei raccontarlo perché raccontare è sostanzialmente riempire i vuoti, annerire le caselle bianche, innalzare la realtà alla dignità di romanzo. E quindi farla diventare come vorresti che fosse, e ambientartici, ed esserne l'imperatore. E concludere, alla fine della fatica, che la felicità esiste solo nell'immaginazione.
Mi piace star qui con te a ragionare di aiole e di mare. Che il giardino andrebbe curato di più e che il mare è troppo lontano per comprarci casa. Mi piace star qui con te a non contare il tempo, mentre fuori passa furibondo, rendendo infelici gli uomini. Il brutto mondo rimane al di là di questo palco, persino oltre la platea. Ci sono storie che ho sentito raccontare dai miei ragazzi, quando erano loro a far lezione e io spalancavo le orecchie, incoraggiandoli alla narrazione. No, era più un'istigazione a delinquere, le cose migliori che ho potuto insegnare sono quelle che si configurano come reati. Le storie erano tante ma a un certo punto si mischiavano in una, come le onde del mare che a riva diventano un frangente compatto. Vuoi sentirla? Parla di due persone che si amano ma non se lo dicono, e di altre due che non si amano e si giurano ogni giorno amore eterno. Però non sono quattro persone, come potrebbe sembrare, ma soltanto tre perché una fa parte sia della prima che della...

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