Certe volte scompari, non negarlo, e quando succede io sono metà. Neanche la parte migliore, solo quella che pulisce il bagno, dorme, va dai medici, scongela la pizza, guarda la televisione. Scompari e non so dove vai, dove sei, magari un passo dietro di me, magari ti nascondi nella mia ombra, ti mimetizzi nei manifesti elettorali, ti squagli per terra come Amélie. Succede quando ti trascuro - o quando pensi che ti abbia trascurato - e così, come una fidanzata dell'adolescenza, me la fai pagare, mi inaridisci. Non c'è altro che possa fare se non aspettarti, quando fai così. Decidi tu quando tornare, sotto quale forma, al guinzaglio di quale capriccio, decidi tu, che tu sia benedetto. La mia vita ha senso solo con te, solo se stiamo insieme: lo sai e teneramente te ne approfitti. Sei la mia anima, l'idea che nasce tutta nuova, il volo, l'alternativa alla realtà. Sei la mia parte buona, un poco permalosa, umbratile, però mi sei necessario, oh se lo sei. Le mie stagioni vanno così, un poco migrabonde, a volte perdo i riferimenti, a volte mi innamoro e non dovrei e poi non so confessarlo, a volte mi indigno perché vedo tanti immeritevoli avere milioni di ammiratori, a volte passo le notti in bianco a scrivere, e quello che ne viene è una piccola meraviglia, un treno di parole che prese una per una non sarebbero niente ma incastrate tutte assieme, cavolo se sono potenti! Lì so che sei tornato, che ti ho ritrovato, che la fatica di sognare ha un senso, non è vana. E so che la vita che ho scelto è quella giusta, anche se ingrata, talora, e la poesia stancata.
Valerio, avevi ragione, dovevo lasciar andare. Ti ricordi che ne parlavamo? Io trattenevo, aggiustavo, incollavo. Tu dicevi "Sei stato bene con quella ragazza? Basta, non cercarla, non chiamarla". Oppure "Ti manca tuo padre, ne hai nostalgia? No, non darle retta, via, è finita". Dicevi che dovevo conservare la memoria ma senza ogni volta inseguire il passato: io ho sempre pensato che le due cose fossero inseparabili, mi hai aperto gli occhi. Così faccio con le case che ho abitato: non le guardo più le fotografie, che si secchino pure dentro gli armadi. Lasciar correre, lasciare indietro. Un suggerimento sensato, così facendo uno mette a posto il disordine delle stanze, ma si vive meglio in un ambiente in cui tutto è dove deve stare? A questa obiezione facevi spallucce, una finta di corpo - come quando giocavi mezz'ala e io al centro dell'area aspettavo il tuo cross per segnare - e uscivi dal bar. Forse pensavi Che testa di cazzo , ma con tenerezza, perché ma...
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