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L'altro di me


Certe volte scompari, non negarlo, e quando succede io sono metà. Neanche la parte migliore, solo quella che pulisce il bagno, dorme, va dai medici, scongela la pizza, guarda la televisione. Scompari e non so dove vai, dove sei, magari un passo dietro di me, magari ti nascondi nella mia ombra, ti mimetizzi nei manifesti elettorali, ti squagli per terra come Amélie. Succede quando ti trascuro - o quando pensi che ti abbia trascurato - e così, come una fidanzata dell'adolescenza, me la fai pagare, mi inaridisci. Non c'è altro che possa fare se non aspettarti, quando fai così. Decidi tu quando tornare, sotto quale forma, al guinzaglio di quale capriccio, decidi tu, che tu sia benedetto. La mia vita ha senso solo con te, solo se stiamo insieme: lo sai e teneramente te ne approfitti. Sei la mia anima, l'idea che nasce tutta nuova, il volo, l'alternativa alla realtà. Sei la mia parte buona, un poco permalosa, umbratile, però mi sei necessario, oh se lo sei. Le mie stagioni vanno così, un poco migrabonde, a volte perdo i riferimenti, a volte mi innamoro e non dovrei e poi non so confessarlo, a volte mi indigno perché vedo tanti immeritevoli avere milioni di ammiratori,  a volte passo le notti in bianco a scrivere, e quello che ne viene è una piccola meraviglia, un treno di parole che prese una per una non sarebbero niente ma incastrate tutte assieme, cavolo se sono potenti! Lì so che sei tornato, che ti ho ritrovato, che la fatica di sognare ha un senso, non è vana. E so che la vita che ho scelto è quella giusta, anche se ingrata, talora, e la poesia stancata.

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