Ecco chi sono: il ragazzo che è passato di qui trent'anni fa e che si rammarica per le pietre della porta medievale, al contrario di lui rimaste uguali, il cercatore di segni della propria esistenza terrena, l'indovino delle stagioni maligne, e oggi mi scopro innamorato. Eccomi un'altra volta impensierito d'amore, non mi succedeva dal ventesimo secolo, e la colpa è tua, ragazza volitiva dagli occhi belli, che nelle canzoni saresti quella che prende il cuore e non lo lascia più. L'amore taciuto, suggerito per vie traverse - come questa povera scrittura - è l'amore più appagante: non diventa mai niente più di un sogno e nei sogni fai e disfi le cose, e tutto ha il verso della felicità. Però quell'emozioncina a vederti, quello snuvolamento a pensarti, mi fanno bene e ringiovaniscono più del Dianazen, e al diavolo il biancospino. Davvero, chi se lo sarebbe mai aspettato, di tornare indietro nel tempo fino all'epoca del languore, di tutte quelle tenerezze ine...
Sdraiato sui binari: diario di bellezze malsincere in attesa del treno. Sperando che porti ritardo.