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Succede di notte

Il mistero è svelto ma certe volte lo frego, e sulla sua faccia imperturbabile si apre uno squarcio, filtra la luce, per un attimo riesco a sbirciare dall'altra parte. Quello che vedo è sempre la stessa cosa: un po' spaventa e un po' consola. Succede di notte, le gran volte, se un rumore mi strappa dal sonno - l'aria che scoppia in una bottiglia, un gatto che baruffa con la sua ombra - e lui non fa in tempo a nascondersi. Sta laggiù, dove la prua del letto fende l'oscurità e attraversando il mare agitato dei sogni orienta al mattino. Ha l'aspetto di un cappotto appeso a un gancio, e se volessi essere meno inquietante direi che somiglia a Macchia Nera, l'arcinemico di Topolino. Però lo vedo per un istante, lo intuisco appena, tanto che non saprei dire se appartiente all'incubo che ho appena lasciato o alla realtà a cui son riemerso. Una notte o due, anche di recente, sembrava avere mani luminose; un'altra volta occhi come faville; e insomma c'è sempre una parte del suo corpo che è accesa, pulsa e se commetto l'errore di guardare meglio, aguzzare la vista, ecco che scompare. Non che lo veda andarsene: ha mani ma non ha gambe, e non ha voce, e non fa rumore, e dove un attimo prima stava, ritorna la sedia coi calzoni appoggiati male, davanti alla libreria coi romanzi che non ho ancora letto. Se qualcuno sapesse interpretare queste apparizioni fulminee con altri motivi che non siano suggestione o la pizza crudiccia della cena con un'amica, sono pronto ad ascoltare. Io spero siano piccole invasioni da un altro mondo, curiosità di anime vaganti, e se è una cosa che succede anche a voi, sapete che non sono matto, e magari sperate con me che sia qualcuno andato via troppo in fretta, che di tanto in tanto torna a sincerarsi di come stiamo. E così, ombra tra le ombre, si compiace se almeno dormendo siam felici, ci sente russare e non se ne lamenta, guarda i nostri sogni come noi un film, ride se ci scappa una scoreggia e si intenerisce a scoprirci ancora così tenacemente abbarbicati alla vita.

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