Poco fa, mentre saliva il caffè, dopo il consueto mattino ingombro di cose e il sonno torpido del pomeriggio e intanto che la sera ingrigiva i colori del parco, è arrivata la mia amica balorda, e allora ho pescato un cracker da un pacchetto nuovo, per disorientarla con un gesto senz'arte. Lei si nutre delle parole che scrivo, ci si siede proprio in mezzo, le innerva del suo fatalismo da quattro soldi e per quel veleno vorrebbe ch'io maledicessi la vita. Così ingannandola e sul punto di inventare nuovi innocenti su cui infierire, ho spezzato quello snack in due lungo la linea tratteggiata. Le briciole son volate sul davanzale, e da lì per un colpo di vento, fino al piano di sotto, sul bucato steso in terrazzo da Caterina, che se vuole farà come Pollicino con le molliche: le seguirà a ritroso e busserà alla mia porta. Nel frattempo quel frantumare m'ha smosso i pensieri, che da qualche giorno erano un lago calmo, melmoso. Ho ricordato che anch'io sono stato cracker, e che m'hanno spezzato a metà. Una volta ero intero, e quand'ero intero la vita era una sola; poi son diventate due, così lontane e perse da non parlarsi, come due persone differenti che non si sono mai incontrate. Ero un ragazzo abitudinario, laggiù, dentro certi anni dormienti; ora sono un uomo irrequieto, dentro questi altri di veglia. Non scrivevo ancora, non con questa ostinazione, leggevo di malavoglia e avevo tentazioni d'empietà, tanto la famiglia mi stava stretta. Le speranze erano tutte uguali e a stento riconoscevo il cambio delle stagioni: di quel tempo non ho memoria se non del suo insieme. Del suo avvenire - che in percentuale spero piccina è già passato - conservo al contrario nitidi fermo immagine, episodi fantastici, e di ognuno saprei dire l'anno il posto e l'ora. Faccio fatica a credere che sia solo perché sto invecchiando: forse è perché, al contrario, ringiovanendo, mi si addice più la vita di adesso, efferata, che quella d'abitudine. E così sia.
Mi piace star qui con te a ragionare di aiole e di mare. Che il giardino andrebbe curato di più e che il mare è troppo lontano per comprarci casa. Mi piace star qui con te a non contare il tempo, mentre fuori passa furibondo, rendendo infelici gli uomini. Il brutto mondo rimane al di là di questo palco, persino oltre la platea. Ci sono storie che ho sentito raccontare dai miei ragazzi, quando erano loro a far lezione e io spalancavo le orecchie, incoraggiandoli alla narrazione. No, era più un'istigazione a delinquere, le cose migliori che ho potuto insegnare sono quelle che si configurano come reati. Le storie erano tante ma a un certo punto si mischiavano in una, come le onde del mare che a riva diventano un frangente compatto. Vuoi sentirla? Parla di due persone che si amano ma non se lo dicono, e di altre due che non si amano e si giurano ogni giorno amore eterno. Però non sono quattro persone, come potrebbe sembrare, ma soltanto tre perché una fa parte sia della prima che della...

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