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Velasquez

Tutti i creativi hanno un amico che si chiama Velasquez, e dunque ce l'ho pure io, che impalco invenzioni da quando a mia moglie venne il cancro. Da quella stagione in avanti, ogni tanto si presenta alla porta e mi propone di partire con lui. Una volta ha la giubba da capitano di vascello, un'altra la cotta di ferro e l'elmo, un'altra ancora il saio da mendicante e i sandali ai piedi. Suona il campanello con un codice di trilli strambo, tutto suo, una specie di drin dirindrin drindrì e io senza affacciarmi capisco chi è. S'annuncia squillante ma non reca buone notizie, né allegre; è al contrario una lusinga pericolosa, vorrebbe strapparmi via da tutto quello che è tetro e ripetuto e tentarmi d'avventura. Mi garantisce che vivrei benissimo solo della mia arte e quando io gli domando Che arte? lui risponde Su, non sottovalutarti, lascia la modestia a casa e partiamo! Più di una volta sono stato sul punto di dargli retta, piantare tutto e seguirlo, come un apostolo, ma alla fine dei conti qualcosa mi ha sempre trattenuto. Il senso di responsabilità, certo: Gesù se è un peso. Ma mica solo quello. Devo combattere, a ogni seduzione di quel giannizzero, contro l'educazione a contentarsi, la morale della cautela, devo soccombere e poi negarmi al viaggio. Vincere vorrebbe dire, al contrario, tagliar la corda per sempre, dilapidare quel poco di buon senso che mi è rimasto e vivere dissennato, e felice. Non che ora non lo sia, felice dico, e dopo la stagione degli uragani chi se l'aspettava, però quella felicità che lui promette - che consiste essenzialmente nel montare il palco ogni sera in una città diversa - avrebbe una natura inedita, probabilmente sconcia. Troppa felicità dicono sia sconveniente, manca di rispetto a dio, che ci vuole malinconici e raccolti nel mistero. L'addio a tutto - a cui mi tenta Velasquez, ma dandomi di continuo la speranza del ritorno - sarebbe dunque blasfemo. Però ogni volta che lo metto alla porta - lui che è così uguale a me che è come se a guardarlo mi specchiassi, - prego che non si stanchi mai di venirmi a cercare. 

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