Ogni tanto capita che mi svegli all'improvviso e accanto a me c'è qualcuno. Non è un incubo, non ha quella temerarietà; al contrario è una presenza timida, che intuisco seduta sulla sponda del letto, o in piedi in fondo alla camera. Una volta è un uomo in postura strana, di tre quarti, un'altra una ragazza smunta, un'altra ancora soltanto un volto supplichevole, una fiammella senza corpo. La percezione dura un attimo, un decimo di secondo, ma è netta: non è l'ombra di un nottambulo che passa fuori, né il rimasuglio di un sogno, ma qualcosa di differente, di misterioso. C'è qualcuno che ogni tanto entra in camera mia e mi guarda dormire. Ho cercato di indagare la cosa: prendendola a ridere, provando a convincermi che sono scherzi della fantasia, chiedendo un parere a chi - psicologi, sacerdoti - ne sa più di me sul confine fortificato tra visibile e invisibile, ma non ho mai avuto spiegazioni soddisfacenti. Ho avuto invece la prova discretamente definitiva dell'esistenza di zone inesplorate, che rendono più emozionante la vita. Non tutto quel che succede è spiegabile razionalmente e non tutte le spiegazioni razionali hanno la stessa forza: alcune di loro traballano, come i tavolini alle sedute spiritiche. Chissà cosa c'è talora alle nostre spalle, sopra le nostre teste, dietro gli angoli bui. Mi piacerebbe saperlo ma poi il divertimento finirebbe. E invece continua: con le lampadine che si accendono da sole, le coincidenze stupefacenti, le voci che ti chiamano dai cortili, ti affacci e sotto non c'è nessuno, i tonfi dei passi nelle soffitte vuote. Sono meraviglie, sono suggestioni, sono scherzi del nostro cervello quando è sotto pressione: va' a capirlo. Quel che so è che non ne ho paura, non mi squadernano: le piccole manifestazioni contrarie alla realtà, disturbatrici della ragione, potrebbero anche essere un'alternativa allegra, un piano d'indagine supplementare, una musica dissonante. In definitiva: una speranza.
Mi piace star qui con te a ragionare di aiole e di mare. Che il giardino andrebbe curato di più e che il mare è troppo lontano per comprarci casa. Mi piace star qui con te a non contare il tempo, mentre fuori passa furibondo, rendendo infelici gli uomini. Il brutto mondo rimane al di là di questo palco, persino oltre la platea. Ci sono storie che ho sentito raccontare dai miei ragazzi, quando erano loro a far lezione e io spalancavo le orecchie, incoraggiandoli alla narrazione. No, era più un'istigazione a delinquere, le cose migliori che ho potuto insegnare sono quelle che si configurano come reati. Le storie erano tante ma a un certo punto si mischiavano in una, come le onde del mare che a riva diventano un frangente compatto. Vuoi sentirla? Parla di due persone che si amano ma non se lo dicono, e di altre due che non si amano e si giurano ogni giorno amore eterno. Però non sono quattro persone, come potrebbe sembrare, ma soltanto tre perché una fa parte sia della prima che della...

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