La mia insonnia balbuziente fa e disfa le notti a suo piacimento, e come chi s'imbroglia con le parole, e ci inciampa e a parlare sembra che patisca, così il mio riposo è spezzato e in difetto, s'interrompe e ricomincia da capo, e non riesce a fare un discorso intero neanche a pagarlo. Il vantaggio è che tra uno stordimento e l'altro ho tempo per pensare e per desiderare. È soprattutto il desiderio che mi vien bene, perché si sposa col buio e col silenzio, e le nozze lo fanno temerario. I miei piedi sono già in fondo al letto, a quel punto, dove ho rimboccato con cura lenzuola e piumone. Da laggiù il tepore sale alle gambe, poi al ventre, al torace e alle spalle, fino a coprirmi tutto. Il piacere aumenta se riesco a immaginarmi altrove, non dentro la mia camera ma in aperta campagna, in una brughiera licantropa, dentro una caverna al colmo di una montagna severa. Lì mi godo la notte stellata che sta appesa al cielo, fredda e silente, e accendo un fuoco all'entrata, per tenere lontani i cinghiali. D'un tratto la fiamma imbizzarrisce, si drizza e illumina la parete porosa, dipinta di mani preistoriche. Le rughe della roccia sono solchi dove zampettano i ragni, il cellulare non prende, tutto è antico, tutto deve ancora accadere. La bisaccia immane delle cattiverie del mondo è all'avvenire, ogni perversione rimandata a un altro tempo: là in mezzo al nulla l'uomo è del tutto innocente. Mi stringo nei panni che ho, l'immaginazione fa il miracolo: mi sembra che la stalattite sopra di me, raffreddata, mi goccioli addosso. Che forza, la fantasia, che potere salvifico! E invece quella gocce mi arrivano in testa sul serio, e poi scivolano dispettose sulle tempie, fin nelle orecchie. Spezzo l'incanto, il sogno da sveglio si interrompe. Salto giù dal letto, resto imbrigliato nelle coltri, finisco lungo disteso. Sul soffitto una chiazza scura stilla acqua come una polla sorgiva: quello del piano di sopra ha riempito un'altra volta fino all'orlo la vasca da bagno. Non c'è niente da fare: appena uno si fa di immaginazione, c'è sempre qualcun altro che pretende di disintossicarlo con la realtà.
Mi piace star qui con te a ragionare di aiole e di mare. Che il giardino andrebbe curato di più e che il mare è troppo lontano per comprarci casa. Mi piace star qui con te a non contare il tempo, mentre fuori passa furibondo, rendendo infelici gli uomini. Il brutto mondo rimane al di là di questo palco, persino oltre la platea. Ci sono storie che ho sentito raccontare dai miei ragazzi, quando erano loro a far lezione e io spalancavo le orecchie, incoraggiandoli alla narrazione. No, era più un'istigazione a delinquere, le cose migliori che ho potuto insegnare sono quelle che si configurano come reati. Le storie erano tante ma a un certo punto si mischiavano in una, come le onde del mare che a riva diventano un frangente compatto. Vuoi sentirla? Parla di due persone che si amano ma non se lo dicono, e di altre due che non si amano e si giurano ogni giorno amore eterno. Però non sono quattro persone, come potrebbe sembrare, ma soltanto tre perché una fa parte sia della prima che della...

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