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Franciusaglie

Appena scatta il rosso il ragazzo al semaforo di via dello Stadio diventa giocoliere, lancia in aria i suoi tre cerchi e li prende al volo. Ha misurato il numero sui secondi che ha a disposizione, e qualche attimo prima che torni il verde sfila tra le auto rimediando piccole monete. Alla fine della questua si sposta di lato e fa un inchino. Davanti al tribunale i bar sono gremiti di avvocati in pausa. Parlano tra loro a voce alta, commentando una sentenza, un rinvio a giudizio. Anche chi come me passa distratto, lunare, non può fare a meno di intuire il gusto un poco cinico che provano a far quel mestiere, da che esiste. In piazza Ridolfi i consulenti finanziari di una banca costruita intorno a me mi corteggiano come volessero violarmi: sodomia triste del denaro. Preferisco i peccati allegri dell'erotismo. Al mercatino che affaccia davanti alle vetrine di Max Mara, azienda che ha un fatturato da un miliardo e mezzo l'anno, gli ambulanti vendono casacche multicolore a nove euro e novanta, mangiando - tra i banchi - panini col burro e le acciughe. Nella testa matta del narratore si mischiano miseria e nobiltà, i salti mortali di chi deve sbarcare il lunario da che è al mondo e l'insolenza di chi definisce gli altri clienti o consumatori. L'impasto che ne esce è materia da romanzo, perché dai contrasti nascono le storie, ma i romanzi sono quanto di più inutile abbia inventato l'essere umano, e quanto di più incontrollabile, magnifico e anarchico. Non cambiano la realtà, non raddrizzano i torti: sono il contrario della pedagogia, della legge. Superfluità e bellezza vanno perciò a braccetto e chi ne scrive è un privilegiato, pur se ha un talento piccino come il mio. Tutte le tiritere, tutte le rappresentazioni che si srotolano davanti ai miei occhi mentre vado a comprare i cachi dalla polpa soda, sono necessarie alla mia sopravvivenza ma sono anche cianfrusaglie, merce di poco valore. E siccome sono mie, mie di Francesco, ho pensato di anagrammarle, smontarle. Così ammettendo, spero che il titolo di questa narrazione suoni meno misterioso.

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