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Un'idea di leggerezza


Indifferente al Covid, battagliera, una ragazza sui cinquanta attraversava via Massarucci, stamattina, poco dopo le undici. Le caviglie allenate, le natiche sode, vestiva una camicia a colori che scintillava al sole. Non teneva gli occhi bassi, come gli sconfitti, ma al contrario dritti e fieri davanti a sé a fare scempio di ogni timidezza. Dal braccio sinistro, all'altezza del gomito, le partiva un filo di plastica e saliva in alto, sopra la testa. All'altro capo c'erano attaccati quattro o cinque palloncini di elio, due rossi, due blu e uno bianco, uguali a quelli dei giostrai. Non so dove andasse, a chi li portasse, o se qualcuno - un venditore pakistano -  le avesse chiesto di reggerli mentre correva a comprar da mangiare. Quel che conta è che regalava un'idea di leggerezza, un vento di libertà, a tutti quelli che la guardavano, i quali - nessuno escluso, ci scommetto - provavano invidia. Fuori di un minimarket la fila dei pensionati coi numerini, le maschere e i guanti si è sciolta al suo passaggio in un fragore di festa, tutti han preso a chiacchierare con tutti, e un attimo prima eran muti, e torvi, e l'attesa è diventata un gioco, da triste che era. L'ho seguita fin che ho potuto per carpirle anch'io, per quanta ne meriti e non un grammo di più, una porzione di quella incoscienza. È la stessa che tento di regalare a mia figlia quando certi giorni le sono più ostili di altri e tutto è fermo, inconcluso. Le mostro quel poco che son capace di fare quando si tratta di combattere la bestia che si issa sulle nostre schiene, e le opprime. Ridimensionare, frammentare, perfino ridicolizzare, sono le azioni con cui mi difendo dal tedio e dai suoi fratelli feroci: il sospetto che tutti sia privo di senso e la paura che nessuno dei progetti che faccio vada a buon fine. Ragiono una cosa alla volta, allora - così le insegno - affronto un problema solo a stomaco pieno e non mi spaventa più la mole dei contrattempi che cospirano assieme: se lo dividi, il nemico batte in ritirata. E la fatica di campare può diventare perfino divertente, quando sai di esser più forte e cattivo.

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