Neppure mezz'ora fa un ragazzo felicemente selvaggio - avreste dovuto vederlo - è passato sulle strisce pedonali di una via del centro con due lupi al guinzaglio. Era bellissimo, e dava l'idea di strafottersene di tutto: la green economy, le banche, il marketing territoriale. Era fantastico e i suoi due lupi ancor di più, camminavano a testa alta tutti e tre, fieri di non appartenere. Perché appartenere è fico ma non appartenere è sensazionale. Sono convinto fosse un commercialista, in un'altra vita, o un broker che si è ravveduto, ha mandato al diavolo i piani di accumulo, è salito in Appennino, ha messo tagliole innocenti e quando le bestie ci son cadute se l'è fatte amiche. Le ha addomesticate, inselvatichendo al contempo la sua indole burocratica, e trovando forse la felicità. Li ho seguiti finché ho potuto: più in là delle strisce c'è una rotonda, l'ho usata per tornare indietro ma quelli erano spariti, e chissà se la passeranno liscia, ad andare in giro per la città tanto dissennati. Scene così mi spiegano la mia vita meglio dei ricordi, certe volte. Pure io a un dato momento l'ho rivoltata - un po' per destino un po' per volontà - e ho scoperto che il suo rovescio, che temevo, era meglio del dritto. Più furente, e letterario - e questo per un narratore è pane, ne converrete. Ho preso a farmi piacere e poi ad amare questa specie di esistenza creativa che ha tolto il posto a quella impiegatizia, in sostanza. Il vantaggio principale è che non mi annoio più: sovente mi diverto, talora mi incavolo, non di rado mi meraviglio, e tutti questi sentimenti messi assieme fan densità, come ai tempi di Sacchi il centrocampo del Milan. L'altra fortuna è che lascio andare le cose per il loro verso, e mi ammattisco di meno perché tutto sia in ordine, perché se tutto è in ordine tutto è grigio. Rassettare una stanza meno maniacalmente, mangiare in piedi almeno qualche volta, andare a scrivere e dormire in campagna senza preavviso - parlo di cose così. Cose che combaciano con quel senso di non appartenenza che dicevo, e scoraggiano le cose fatte sempre tutte uguali, la tristezza che ne discende, la clonazione degli anni. Al contrario, questi anni son tutti belli diversi e pimpanti, e il vostro narratore in gran forma. Che se lo aveste visto nel 2009 e poi mai più fino a oggi, non lo riconoscereste per quanto è ringiovanito.
Mi piace star qui con te a ragionare di aiole e di mare. Che il giardino andrebbe curato di più e che il mare è troppo lontano per comprarci casa. Mi piace star qui con te a non contare il tempo, mentre fuori passa furibondo, rendendo infelici gli uomini. Il brutto mondo rimane al di là di questo palco, persino oltre la platea. Ci sono storie che ho sentito raccontare dai miei ragazzi, quando erano loro a far lezione e io spalancavo le orecchie, incoraggiandoli alla narrazione. No, era più un'istigazione a delinquere, le cose migliori che ho potuto insegnare sono quelle che si configurano come reati. Le storie erano tante ma a un certo punto si mischiavano in una, come le onde del mare che a riva diventano un frangente compatto. Vuoi sentirla? Parla di due persone che si amano ma non se lo dicono, e di altre due che non si amano e si giurano ogni giorno amore eterno. Però non sono quattro persone, come potrebbe sembrare, ma soltanto tre perché una fa parte sia della prima che della...

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