Questa è la casa delle stagioni che muoiono sfolgorando, la casa dal cui cortile quadrato, la notte, recuperare la visione delle stelle. Qui l'estate migliore arriva l'ultimo giorno, e l'inverno lo stesso, per dar modo a chi c'è di aspettare l'allegria. Che viene col vento - tiepido finalmente e tiepido nuovamente - del 20 settembre e del 20 marzo; facile, se lasci a corrente, che le finestre spalanchino, spinte da una furia di spettri, che il telaio gema e i vetri tremino, e le porte s'adirino come i padri di una volta, e il canto dell'aria sulle pareti, su per la cappa oscura, paia l'alfabeto del diavolo. Ancora mi so incredulo a ricordare quanta gente è passata e ci ha fatto cose grosse, qua dentro, belle imprese d'amor giovane la cui colpa più grave è avermi costretto scrittore. D'altro canto, chi non avrebbe preso il vizio dopo aver visto tanta bellezza? Una rocca di fantasmi, Itieli, grappolo di case a pietra su un avvistatoio di roccia,...
Sdraiato sui binari: diario di bellezze malsincere in attesa del treno. Sperando che porti ritardo.