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Tardèl

Non che fossero gran bevitori, quelli della mia famiglia; anzi, non ricordo una sbronza che è una, non ricordo intemperanze alcoliche, parole incoraggiate dal vino, allegrie alticce. Pure, piaceva loro bere bene, e fuori dal frigo per non addolcire il giudizio con l'affanno della sete - d'agosto, tipo, quando il sole implacato picchiava duro. Così Gastone, intraprendente e ancora scapolo - si sposò a cinquant'anni - volle fare un regalo agli altri. Immagino fosse settembre e la vendemmia quella dell'anno prima. Sto di nuovo parlando degli anni settanta: quando ne avete abbastanza, ditelo. Comunque uscì di casa e in capo a un paio d'ore tornò, e quando tornò reggeva una damigianina da venti litri. Ci basterà fino a Natale, annunciò, e gli altri Ma tutto insieme, via, costerà, per cui aggiunse Non voglio un centesimo: pagarlo è pensiero mio. Mi infatuò - e la novità; e l'odore aspro del sughero imbevuto che avevo intuito in terza elementare dentro San Martino e mai annusato; e il gioco a nominar Natale, io che l'aspettavo intenerito già i primi giorni d'autunno. Mi convocò nella parte di casa che dà sul vicolo, mentre veniva sera - parlo della sera che solo a Narni viene, addizionata di bellezza tra i vetri delle finestre. Se da lì non l'avete mai vista, un giorno vi ci invito: la montagna di santa croce s'incendia e fa da quinta a una bellezza imbarazzante. E a parte questo, cominciammo a travasare: l'imbuto nelle bocche dei boccioni, il tubo di gomma, e Gastone mi lasciò aspirare il vino, e quando lo sentii sulle labbra, ecco, subito che lo infilai nel vetro, e sgorgava denso e viola, improfumando tutto. Il primo vino nella mia gola, una lacrima ce ne arrivò, la prima  di una serie breve, da quasi astemio che pure non disdegna sbicchierare sobriamente quando la compagnia è leggera e la notte non ha fretta d'alba. Mise etichette su ogni litro: Tardèl, alla francese, perché la cantina era Tardella ma lui spiritosamente voleva che suonasse esotica. La sua grafia elegante, da musicista, l'ho ritrovata tre giorni or sono su una di quelle bottiglie, dimenticata su un bancale, nella parte quasi morta di casa. La parte dove abitano tutti i miei cari fantasmi. E avrei pagato una fortuna perché lui fosse lì con me a brindare. 

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