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disegno di Milo Manara |
Ho fatto un sogno, e credevo mi fossi svegliato. Andavo alla finestra e volevo aprirla ma la maniglia era lontana, altissima: lì ho capito che non era la realtà. Per quanto la realtà, di maniglie irraggiungibili, me ne abbia riservate, ho sempre cercato di arrampicarmi. Non stanotte, che ho rinunciato, sono andato in cucina e c'era Ale che alle 4 e 40 preparava una crostata. Si alzava a quell'ora, quando era malata, il mieloma le accorciò il sonno prima che la vita. E a parte questo, la notte io l'amo come una cosa che si ama e di cui si ha paura. E nostalgia, che è il decoro che spalmiamo sul passato, altrimenti volgare. Ho nostalgia presempio delle notti che abitavo nel posto più rassicurante: la camera dei nonni materni, a dormire in mezzo a loro, a sei anni. Il soffitto era verniciato dalle strisce di luce che filtravano tra le stecche delle persiane, così che non era mai veramente buio, e la notte di via Cardoli sembrava solo un'appendice severa del giorno. Una volta il lampione fuori si spense, e ci vollero sei settimane perché gli operai del Comune lo riparassero. Io in quelle sei settimane dormii altrove. Non sapevo, allora, quanto ben peggio mi avrebbero scurito la vita il dolore e la sua contemplazione, o forse avrei scelto di non svegliarmi più. O forse no, chissà: ogni pena mi ha sospinto in bocche di vulcano in cui ho scovato - testardamente - nuove energie a vivere. Oggi scrivo da forsennato, e senza competizioni, perché non son tagliato per mettermi in gara: i premi letterari mi fanno orrore. E però scrivendo, l'ho detto già, faccio nitidi la mia vita e i dintorni, e poche cose so che danno più piacere. Cosa c'è allora meglio della scrittura? Il sesso, per esempio, che è il gioco più divertente degli esseri umani e - garantito - l'unica inconfutabile dimostrazione dell'esistenza di dio. Purché fatto come si deve. Fatto come si deve, cementa; altrimenti è una crepa sulle pareti dopo un terremoto. Qui lo dico e qui lo affermo: più è allegramente osceno più è salvifico, perché è come una dote innata cui dai fondo, come un giuramento che mantieni. Tuttavia, non potendo scrivere un manuale sul sesso - c'è già qualcosa di orientale e abbastanza movimentato, sull'argomento - ne ho scritto uno sulla scrittura. Scrivere un manuale di scrittura: una magnifica iperbole. Comunque. Costa poco ed è pieno di intuizioni modestamente ganze.
Lo trovate qui:
http://www.botteganarrativa.it/dueamiche
Al che - dopo avervi ringraziati per essere arrivati in fondo - è già tempo di chiudere.
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