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Senza olio di palma

Avevo prenotato il mio treno virtuale, nell'attesa di fare un viaggio su un treno vero, che progetto da anni. Me ne sarei andato - infantasiato - in una baita conficcata in un bosco fitto, e ne avrei affabulato, come il sognatore cupo che sono. Questo post doveva chiamarsi, per l'appunto, La baita: didascalico e innocente. E avrei voluto raccontare il romanticismo dell'assediato: dalle tenebre, dalla malinconia, dai lupi. Bellissimo. Invece mi imbatto nelle vignette francesi sul terremoto, e nei commenti dei morti viventi. E disdico il treno dell'immaginazione, e mi ci metto di punta a capire se ci fanno o si sono. I morti viventi, dico. Vediamo se li ho studiati bene. I morti viventi sono quelli che parlano sempre dopo. Dopo una disgrazia, dopo uno scandalo, dopo l'arresto di qualcuno. Loro lo sapevano prima - lo malcelano dai post - ma ne parlano solo a cose fatte, col tono didattico e supponente dei secchioni. Sono certi - senza ombra di dubbio - che le case sgretolate le ha costruite la mafia con la sabbia e i ciottoli di fiume, ma lo dicono solo a tragedia consumata. Lavorano sempre così, con le tragedie. Mai prima, manco se t'ammazzi. Mai. Viene da chiedersi perché. Sanno che la poltica è fatta di malaffari e porcate ma ci ricamano sopra solo quando arrestano qualcuno. Fino al giorno precedente hanno discusso di puttanate: apericene e pop americano; il giorno dello scandalo danno il via a un effluvio di retorica qualunquista che fa sembrare il discorso di fine anno del presidente della repubblica il programma di un rivoluzionario cubano.
In questi giorni di dolore poi, ognuno di loro da una definizione sua di satira. Se la allungano e se la accorciano come gli pare. Non sanno, poveretti, che la satira è una, ha tremila anni di storia e un canone ben preciso. E non per mio giudizio - che non conta una ceppa - ma per quello di studiosi con i controcavoli. Ma loro, i morti viventi, instancabili dietro le loro tastierine, non perdono tempo a studiare. Loro sanno a prescindere, sanno dalla nascita. E ti danno lezioni non richieste. Interpretano le vignette francesi fino a trovare l'ovvio - le denunce ignoranti e luogocomuni dei vizi italiani per il tramite delle lasagne farcite di sangue - e una volta trovato lo spacciano per illuminazione - e te vagli a far capire che sei arrivato da solo, alle stesse conclusioni. E che ti ripugna lo stesso, quella caricatura. Proprio perché grottesca, e infama la morte e il dolore fresco. E non conta l'ipotetico intento di denuncia. Te ci vedi solo goliardia splatter.
Perché loro non sono la massa. Perché loro non guardano la tv. E taluni - ho letto così, giuro - han giustificato il terremoto come un castigo di dio per i mangiatori di carne. Perché loro - in gran parte vegani - i consumatori di carne li chiamano mangiamorte. Perché loro, quando si ammalano, non fanno la chemio. E postano su fb teorie pseudoscientifiche a caso, senza fonti attendibili, e rinnegano trecento anni di conoscenze mediche, e non spiegano perché, ma sono sicuri che c'è un complotto sanitario mondiale per far morire la gente di cancro. Che esistono farmaci alternativi ma nessuno li prescrive, perché le multinazionali non vogliono. Non ci arrivano, mentecatti, a capire che coi farmaci che guariscono il cancro le multinazionali guadagnerebbero molto di più che colla chemio; se non altro, perché un malato che guarisce può riammalarsi. Un morto, no. E poi ammoniscono: "Il cancro ha sempre origine da un trauma psicologico",e farneticano di forze ancestrali, energie cosmiche, recitano litanie a fior di denti, una cento, mille volte, e bruciano petali in un braciere.
Vi giuro, fanno parte della stessa congrega, tutti questi che ho nominato sopra. Sono i nuovi nazisti, gli intolleranti vestiti da saggi, massoni depositari di segreti sottilissimi. Sono pericolosi, settari, spaventosamente ignoranti eppure supponenti in modo sbalorditivo. Sono gli stessi che postano su fb ricerche misteriose senza nessun riscontro scientifico contro il latte la farina e lo zucchero: ingredienti letali. E deridono gli idioti che comprano le merendine di Banderas, perché c'è l'olio di palma. Loro lo sanno che fa male, l'olio di palma. L'hanno scritto ironici e iettatori su un migliaio di post, tornando dal ristorante biologico. Ma dopo che l'hanno letto da qualche altra parte. Dopo, come sempre. Ma che importa. L'importante è la libertà di espressione.


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