Anch'io a un certo punto sono volato via. E ho preso certe strade dove c'erano certi sassi appuntiti sotto le scarpe e bottiglie di vetro rotte incollate al guard-rail. E mi sono tagliato, mutilato, e credevo che sarei morto a forza di sanguinare. Ma sono grato al patimento perché mi ha migliorato: da uomo fioco mi ha fatto tornare ragazzo vorace, e mi fa festeggiare compleanni al contrario, a ogni dieci gennaio ringiovanisco e ho più fame di vita. E sono volato via per ritornare adesso - nuotando all'indietro con l'ostinazione ad andare avanti trascinando il passato legato a un piede, come una zattera - senza peso e nostalgia, solo con una sacca di memorie che è ricchezza da cassaforte. A ricordo segue ricordo, a sapore di gazzosa Bisaccioni - la imbottigliava mio zio a san Girolamo, mia cugina ci inzuppava il pane: così facevamo talora merenda ,- a luce che tagliava la sala della musica alle tre di pomeriggio, a voce incapita da un'altra stanza, a una seconda voce da una terza stanza - non la mia, non la sua - che le chiedeva di ripetere le parole, segue meraviglia. E il piccolo dono di scriverne fa di me un tenero essere felice.
Anch'io a un certo punto sono volato via. E ho preso certe strade dove c'erano certi sassi appuntiti sotto le scarpe e bottiglie di vetro rotte incollate al guard-rail. E mi sono tagliato, mutilato, e credevo che sarei morto a forza di sanguinare. Ma sono grato al patimento perché mi ha migliorato: da uomo fioco mi ha fatto tornare ragazzo vorace, e mi fa festeggiare compleanni al contrario, a ogni dieci gennaio ringiovanisco e ho più fame di vita. E sono volato via per ritornare adesso - nuotando all'indietro con l'ostinazione ad andare avanti trascinando il passato legato a un piede, come una zattera - senza peso e nostalgia, solo con una sacca di memorie che è ricchezza da cassaforte. A ricordo segue ricordo, a sapore di gazzosa Bisaccioni - la imbottigliava mio zio a san Girolamo, mia cugina ci inzuppava il pane: così facevamo talora merenda ,- a luce che tagliava la sala della musica alle tre di pomeriggio, a voce incapita da un'altra stanza, a una seconda voce da una terza stanza - non la mia, non la sua - che le chiedeva di ripetere le parole, segue meraviglia. E il piccolo dono di scriverne fa di me un tenero essere felice.
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