
Che a ben guardare...
uhm...
Scusate un istante.
Scusate un istante.
Non sentite? Il vento. Non sentite che furia? Sbam! Sbam! Predone, violenta la tenda del terrazzo, - m'è costata mille euro, se la strappa mi sparo - scuote i doppi vetri, bussa alle porte con testa d'ariete. All'improvviso, prima no.
Gli vado a far guerra. Come Non adesso? Non avete altro da fare che star qui a leggermi? E dài, che permalosi: scherzavo! Anzi: mi onora. Via, cinque minuti di pausa. Se siete tipi da sveltine, approfittatene.
Gli vado a far guerra. Come Non adesso? Non avete altro da fare che star qui a leggermi? E dài, che permalosi: scherzavo! Anzi: mi onora. Via, cinque minuti di pausa. Se siete tipi da sveltine, approfittatene.
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Eccomi di ritorno, perdonatemi, ci ho messo un po di più. Sembrava volesse invitarsi a pranzo, ma il vento cosa mangia? Allora ho sprangato tutto e non può più entrare.
Di che parlavamo? Di progetti. E di scrittura. Una cosa che li mette insieme - ah ecco: e di coincidenze! - è questo laboratorio che comincia il 4 giugno e finisce il 6 luglio, in tempo in tempo per il mare. Se state pensando Cavolo, sembra forte ma siete indecisi se iscrivervi o aspettare che Pirandello resusciti e abbia voglia di farvi da mentore, decidete in fretta: le iscrizioni chiudono il 31. E comunque è tempo di tirare anche altre somme. I miei han fatto cinquantanni di matrimonio giusto venerdì. Ho letto il salmo responsoriale. Temevo che il vangelo divampasse a contatto colle mie dita, invece no. L'ha presa sportivamente, dio, la mia ostinazione a osservare al contrario - perché è al contraio che mi paiono giusti - certi suoi comandamenti, quella faccenda del tatuatore di due metri e l'etichetta di svampito paraculo che gli ho appiccicato addosso. A proposito. Se qualche amico si scandalizza per il paraculo mi rincresce ma tra i primi consigli - gratuiti solo stavolta - vorrei dare questo: non abbiate paura di quel che scrivete, non abbellitevi, non censuratevi. Se pensate che a dio calzi quel titolo, quello e nessun altro, non c'è motivo di non usarlo. La vergogna è negli occhi di chi legge. D'altro canto è lui a essere allergico agli uomini - Iddiosincrasia - tanto da bersagliarli con ogni forma inventata di dolore. Non siete d'accordo?
Di che parlavamo? Di progetti. E di scrittura. Una cosa che li mette insieme - ah ecco: e di coincidenze! - è questo laboratorio che comincia il 4 giugno e finisce il 6 luglio, in tempo in tempo per il mare. Se state pensando Cavolo, sembra forte ma siete indecisi se iscrivervi o aspettare che Pirandello resusciti e abbia voglia di farvi da mentore, decidete in fretta: le iscrizioni chiudono il 31. E comunque è tempo di tirare anche altre somme. I miei han fatto cinquantanni di matrimonio giusto venerdì. Ho letto il salmo responsoriale. Temevo che il vangelo divampasse a contatto colle mie dita, invece no. L'ha presa sportivamente, dio, la mia ostinazione a osservare al contrario - perché è al contraio che mi paiono giusti - certi suoi comandamenti, quella faccenda del tatuatore di due metri e l'etichetta di svampito paraculo che gli ho appiccicato addosso. A proposito. Se qualche amico si scandalizza per il paraculo mi rincresce ma tra i primi consigli - gratuiti solo stavolta - vorrei dare questo: non abbiate paura di quel che scrivete, non abbellitevi, non censuratevi. Se pensate che a dio calzi quel titolo, quello e nessun altro, non c'è motivo di non usarlo. La vergogna è negli occhi di chi legge. D'altro canto è lui a essere allergico agli uomini - Iddiosincrasia - tanto da bersagliarli con ogni forma inventata di dolore. Non siete d'accordo?

Qui Carmen canta quelli che han praticato l'etica. Siamo dalla loro parte. Non è possibile stare altrove:
https://www.youtube.com/watch?v=H54BOTE6dVw
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