Aspetto mio padre che scende la domenica per la partita in tv, è bello sapere che la commenteremo insieme, e ci scherzeremo sopra e quando poi la palla entrerà nella porta giusta sarà adrenalina, e mentre aspetto lavo i pavimenti e canto Pezzi di vetro. Sembra niente ma è tutto, l'attesa di un piacere condiviso. Mi alzo la mattina con l'idea che oggi esce l'ultima avventura di Ken Parker, e mi avvierò in edicola con calma, senza bruciare il tempo perché il tempo prima del piacere - i poeti lo sanno - è piacere perfino più grande. E ricorderò che quella storia ora colorata l'ho letta quand'ero ragazzo e il bianco e nero non era sui miei capelli ma solo sulle pagine. E poi. E poi so che c'è la luce giusta per ogni cosa, ma per le foto, quando ti prende smania di passato e non puoi bloccarla, pian piano sgocciola come da una diga bucata, la luce comandata è il tramonto, perché il passato ha i colori crepuscolari della malinconia, del rimpianto, della corsa forsennata di quando - senza neanche toglierti la divisa da aviere - scendevi a rotta di collo da Viterbo per baciarle un istante le labbra. Sono crediti da riscuotere senza sconti a casa del destino, queste robe qua. Non crediate sia facile organizzarseli come meritano. E ci sono persone che non ne hanno coscienza, non gliene importa. Io credo invece che il sacro, o almeno una qualche stilla di sacro - umano, imperfetto, frangibile - sia dentro quegli strani momenti muti che meritatamente mi regalo. E non voglio mai più - per nessuna ragione al mondo - svilirne la bellezza.
Aspetto mio padre che scende la domenica per la partita in tv, è bello sapere che la commenteremo insieme, e ci scherzeremo sopra e quando poi la palla entrerà nella porta giusta sarà adrenalina, e mentre aspetto lavo i pavimenti e canto Pezzi di vetro. Sembra niente ma è tutto, l'attesa di un piacere condiviso. Mi alzo la mattina con l'idea che oggi esce l'ultima avventura di Ken Parker, e mi avvierò in edicola con calma, senza bruciare il tempo perché il tempo prima del piacere - i poeti lo sanno - è piacere perfino più grande. E ricorderò che quella storia ora colorata l'ho letta quand'ero ragazzo e il bianco e nero non era sui miei capelli ma solo sulle pagine. E poi. E poi so che c'è la luce giusta per ogni cosa, ma per le foto, quando ti prende smania di passato e non puoi bloccarla, pian piano sgocciola come da una diga bucata, la luce comandata è il tramonto, perché il passato ha i colori crepuscolari della malinconia, del rimpianto, della corsa forsennata di quando - senza neanche toglierti la divisa da aviere - scendevi a rotta di collo da Viterbo per baciarle un istante le labbra. Sono crediti da riscuotere senza sconti a casa del destino, queste robe qua. Non crediate sia facile organizzarseli come meritano. E ci sono persone che non ne hanno coscienza, non gliene importa. Io credo invece che il sacro, o almeno una qualche stilla di sacro - umano, imperfetto, frangibile - sia dentro quegli strani momenti muti che meritatamente mi regalo. E non voglio mai più - per nessuna ragione al mondo - svilirne la bellezza.
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