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la camera di Paolo e Francesca a Gradara |
Ho deciso che no, che voglio capire che succede domani, scoprire se sei morta per caso o per un destino architettato. Dei due, non potevi morire che tu per prima, perché rimane in vita sempre il più debole, quello che proprio non ce la fa a stare da solo. Fa parte del sadismo di dio, immagino.
Come che sia, i piccoli traguardi sono fondamentali, sono come le fiaccole ai lati di un sentiero scuro, quando vai a una festa che non sai la strada. Ammesso che alla fine del sentiero una festa ci sia. Vale comunque la pena di farci un salto: ben vestito, nudo o con la t-shirt dei Pooh fa lo stesso. E allora la scrittura diventa indispensabile, è come quando da adolescenti ci strizzavamo i punti neri sul naso per presentarci decenti al primo appuntamento. La scrittura spurga e ripulisce, lo scrittore è una lumaca dentro un bacile d'acqua. E poi aspettare un disco formidabile che sai uscirà a momenti, eccolo un altro traguardo; o intervistare un artista che stimi; scoprire la bellezza di un libro che non conoscevi e invidiare un po' l'autore perché è forte, e te non riesci a scrivere come lui. E pure: intercettare altri occhi che potranno innamorarti, chissà, pur sapendo che non sono i suoi. Ma che magari è lei che li ha incoraggiati a guardarti. Ecco tutta 'sta roba e altro ancora, attimo per attimo, troviamo per via, se sappiamo dosare la velocità e renderci credibili al mondo, col rispetto per il nostro sacro passato e la tigna per lottare su ogni palla.
D'altro canto l'impalcatura delle nostre vite è finzione: diciamo la verità e tutto crolla, e precipitiamo. Finzione come la stanza di Francesca da Rimini, a Gradara, che giurano sia proprio quella dove lei e Paolo Malatesta furono infilzati - come noi dall'invidia di dio - da Gian Ciotto. Ma forse non lo è. Conta solo, però, che potrebbe esserlo. E gli uomini hanno sempre preferito il potrebbe alla verità. Ecco perché scrivo romanzi. Perché tutti credano - o fingano di credere - reali le mie invenzioni. Compresa la mia storia d'amore con te, che a furia di parlarne smetterà di divorarmi e diventerà fiction per i lunedì di rai uno. Innocua, analcolica materia di dibattito nei talk-show dei pomeriggi d'autunno.
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