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Amore, ti ricordi di noi?

Ben mi sta. Andare al cinema, dico, senza informarmi prima. Che poi lo ero, informato. Solo che non pensavo di mettermi a piangere ai titoli di coda. Ho messo gli occhiali da sole appena si sono accese le luci, tanto che mia figlia mi ha detto Sei matto?
Siamo andati allo spettacolo pomeridiano di "Ti ricordi di me?" a Narni. Commedia favolosa (in tutti i sensi) diretta da Rolando Ravello, con Ambra Angiolini e Edoardo Leo. La storia di due problematici trentenni (lei narcolettica, lui cleptomane) che si sfiorano, si innamorano, si mettono insieme e poi... E poi niente, dovete vederlo, mica posso raccontarvelo tutto. Lui, Roberto, lavora in un supermercato e scrive  favole per bambini dai titoli improbabili,  tipo "Alice nel paese dei terremotati". Un editore lo schifa, poi scopre che al figlio "decerebrato" piacciono, ci ripensa, fiuta il best-seller e pubblica il libro. Lei fa la maestra, sta con uno che potrebbe essere suo padre, quando si emoziona cade addormentata. In classe, per strada, in libreria.
Ci ho rivisto un pezzo importante della mia vita, nel film: ecco, l'ho detto. Ci ho rivisto Alessandra, nella dolcezza di Ambra/Beatrice; ho rivisto me nell'impacciata strategia del corteggiamento di Edoardo/Roberto. L'anno prossimo fan trent'anni che ci siamo conosciuti e messi insieme, Ale ed io, eravamo al liceo. Questo ottobre fan due anni che lei è morta. C'è una vita che è più vita di altre, che ti resta tatuata dentro. Quando la rivedi al cinema, o la leggi in un libro, non puoi che starci male da morire. Ma è terapia migliore (e più economica) di qualunque seduta d'analisi, il cinema. Questo film mi ha fatto ridere e piangere, non credo si possa pretendere di più. Ha una grazia rara nella attuale commedia italiana. Ha interpreti giusti, bravissimi. Tutti. E ha il merito - per un'ora e mezza - di aver fatto tornare a un tempo di felicità inaudita un uomo ferito, un tempo in cui benediceva ogni giorno passato con lei. Ventisette anni insieme, quattro o cinque case cambiate. E una figlia, che mi deride se piango al cinema.
Tornando a casa, ho fatto Hop! sulle strisce pedonali. Se volete sapere che significa, guardate il film. Ma soprattutto, se amate qualcuno amatelo senza risparmio e vuoti  di memoria. Non trascurate nessuna tenerezza, curatelo come un fiore prezioso. Una giacca allungata sul suo corpo addormentato, sopra una panchina, mentre si scatena un temporale, è un buon inizio per poi, alla fine, non avere rimpianti né rimorsi di alcun genere.

Il trailer del film:
https://www.youtube.com/watch?v=4vwsMSC9cPM

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