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Dio e Lampedusa

Se fossi Dio ci ripenserei. Non so se Dio può ripensarci: è perfetto; solo chi è imperfetto dubita, ci ripensa, torna indietro. Comunque se fossi Dio potrei fare quel che voglio - magari imbrogliando un po' -  e dunque sì, ci ripenserei. E cambierei qualche regola a 'sto mondo, per esempio i limiti di amore e dolore. L'amore ne ha, finisce, s'illude e cade e muore; il dolore no: si trasforma, lievita, diventa odio, cattiveria, si fa immane sofferenza, gerla maligna da issare sul dorso. Darei all'uno le caratteristiche dell'altro - amore che non si plachi mai e dolore che muoia - così, giusto a consolazione della vita indifesa. E già che ci sono cambierei il percorso, il trekking che passa dentro la sofferenza come speleologi in una grotta infinita. Arrivare alla gioia senza passare per il male, o passando per un male sopportabile. Quali accordi hai, Dio, con il male? Perché non se ne può fare a meno? Non me lo hanno mai spiegato preti e catechisti: è così e basta. Che contratto hai firmato, Dio, con quel tuo allievo bellissimo, effeminato, che era geloso di te (o di cui forse eri tu a essere geloso) - la storia la raccontano i vincitori - che hai cacciato di casa come una domestica sorpresa a usare il bagno dei padroni? Vorrei leggerlo, vorrei leggerne le clausole.
Intanto a Lampedusa duecento morti, bambini, strazio, pianti al tg, prima della diretta del papa da Assisi e dei gol della Champions. Io, Dio, sarei andato laggiù, avrei afferrato la prua di quella barca, l'avrei rimessa in linea di galleggiamento, avrei tirato in salvo i ragazzini, riempito dei loro corpi vivi il gesto rotondo, spaventoso, delle braccia delle madri a riva. E avrei ricostruito una famiglia, come la mia, una vita fa, nella foto bianca e nera. Non funziona così, l'ho capita. Ma come funziona? Com'è che c'è chi soffre tutta la vita e chi mai? Poi conta, la sofferenza, quando giudicherai? Chi ha sofferto parte avvantaggiato? Ed è una colpa non aver sofferto? So che non replichi mai a 'sta roba, niente contraddittorio: sei come quegli attori che rispondono solo alle domande che gli garbano.
Ma nel caso cambiassi idea e volessi svuotarti la coscienza, sono qui.

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