
Nella mia consueta ricerca di libri strani, rigorosamente non pubblicizzati in tv, mi imbatto talora in roba estremamente interessante. Come quando, in caccia di un volume sugli indiani d'America, mi sono ritrovato per le mani l'autobiografia dell'attore canadese Michael J. Fox. Si intitola
Lucky man (Tea Edizioni
). Il mio amore per il cinema e l'ammirazione sfegatata che avevo da ragazzo per il protagonista della trilogia di
Ritorno al futuro non mi hanno fatto tentennare neanche un istante dall'acquisto. Il libro è bellissimo, inutile girarci intorno. Diverte e commuove, racconta la famiglia di provenienza e gli amori giovanili e maturi, svela particolari spesso inediti dei film interpretati. Ma soprattutto racconta il Parkinson, che l'ha colpito precocemente a 29 anni nel 1990, come una benedizione. Il male che si trasforma in bene è il primo senso del libro. Michael racconta di come la malattia gli abbia permesso di guardare se stesso e gli altri con occhi diversi, tanto da giudicare gli anni passati a combatterla i migliori della sua vita. Perché anche un divo come lui - confessa - uno degli attori più potenti e influenti della Hollywood dei Novanta, prima della diagnosi dei medici non sapeva bene quali fossero i valori per cui vale la pena vivere. E allora tutto è ricominciato, la battaglia non è vinta ma il bello è combatterla e assieme progettare un clamororo ritorno alle scene, stando alle notizie delle ultime settimane. Attore straordinario e sottovalutato, Michael J. Fox è passato dalla situation comedy di
Casa Keaton alla trilogia di Zemeckis fino al ruolo forse più bello della sua carriera in
Vittime di guerra di Brian De Palma, accanto a uno come Sean Penn ( ma io ho un debole anche per la commedia spettrale
Sospesi nel tempo del Peter Jackson pre-Signore degli anelli). Mi sarebbe piaciuto, e non è detto che non possa succedere, vedere Fox diretto da Woody Allen: credo sarebbe perfetto. Ma il libro - per tornare al libro - è magnifico perché scritto con l'anima. Una biografia che suona come un ritorno al passato per l'eterno ragazzo oggi saggio cinquantunenne che oltre ad averne, di cose da raccontare, sa narrarle con uno stile che non ti permette di posare il libro finché non è finito.
www.michaeljfox.org
è l'indirizzo della fondazione di Michael contro il morbo di Parkinson. Avvertenza: il sito è in inglese.
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