Red Canzian mi telefona ieri mattina, 14 giugno: "Son partito da Perugia da una quarantina di minuti, tra poco sono lì". Lì significa a Narni dove l'aspettavo per l'una e mezza. Ma sono solo le undici, sto ancora a Terni, devo spicciarmi. Per cui: doccia supersonica, afferro il cellulare, le chiavi, i soldi, la fotocamera digitale. Mia figlia ha fatto prima di me: mi fa fretta dal pianerottolo. Automobile, tredicimila metri di Flaminia e siamo a Narni dove, davanti al suo garage, ci aspetta mio padre. Arriva Red, si annuncia con un poderoso colpo di clacson e un largo sorriso. Entra nel garage, non senza rischiare graffi alla carrozzeria. Scende, mi abbraccia, gli presento mio padre, lui lo saluta: "Buongiorno papà". Lo accompagno in albergo, mi consegna una chiavetta usb in cui ci sono delle foto che vuole far proiettare alla presentazione del suo libro, al pomeriggio. Dico "Ok, mi organizzo e alle tre passo a prenderti per le prove"; mi chiede: ...
Sdraiato sui binari: diario di bellezze malsincere in attesa del treno. Sperando che porti ritardo.